Società
Al lupo, al lupo?
17/01/2024
Al lupo, al lupo? Non si sente gridare più questo allarme. Spariti come d’incanto nella Wipptal gli striscioni, con fauci minacciose, con richieste imperiose, di eliminazione della minaccia e di indennizzo dei danni., Così com’era apparso, il lupo è sparito, almeno dalle cronache quotidiane. Sarà per la stagione, sarà per le misure, più o meno lecite, più o meno cruente, più o meno autonome, ma gestite con la complicità di tanti, di cui si sussurra ma di cui nessuno è in grado di rendere valida testimonianza, colui che pareva far strage di pecore e agnelli pare essere tornato ad essere in secondo piano, seppure la sua consistenza numerica pare sia aumentata. Almeno è così secondo le stime degli organi deputati.
Che si sia creato un vuoto? Forse. Che quando c’è un vuoto questo sia pronto ad essere occupato è legge legata alla fisica e alla natura. E così, in luogo del lupo predatore ecco arrivare l’orso. Già! Nessun allarme per carità! Si sta facendo un lungo sonno ristoratore, in attesa del trascorrere dell’inverno in qualche sito ben protetto. Qualche anni fa, un suo collega aveva trascorso l’inverno a Rio Bianco, valletta laterale della Val d’Isarco, che si inerpica tra i monti della destra orografica dell’Isarco a sud di Mezzaselva. Questo ha scelto il lato opposto, con tutta probabilità Flagger, Vallaga in italiano. O almeno lì è dove ha fatto notare a fine stagione la sua presenza, facendo a pezzi un bel po’ di pecore di un allevatore della Bassa Wipptal. Già, perché l’orso, contrariamente al lupo, è un onnivoro e la sua dieta può variare dal classico miele dei cartoni animati, alle bacche, alle erbe, alla frutta ma anche alla carne. Si è aggirato sui nostri monti per tutta l’estate: Scaleres, Spelonca, Vallaga il suo triangolo d’azione dove sono stete notate le tracce della sua presenza e dove è stato visto. Si, almeno un paio di volte. Un particolare riguarda un cacciatore che come d’uso per chi pratica questo sport (mah!?) era salito in alto in automobile, poi, lasciato il veicolo, si era inerpicato per un centinaio di metri per riuscire ad inquadrare meglio una zona lontana su cui aveva focalizzato il suo interesse. Terminato il periodo di osservazione stava per tornare alla macchina quando ha visto l’orso proprio in prossimità del mezzo. Paura, gambe molli, il buio iniziava ad avvicinarsi e quell’animale possente non si spostava che di qualche metro mostrando grande interesse per il mezzo e per gli odori ad esso correlati. L’uomo ha atteso per oltre un’ora prima di vedere l’orso allontanarsi, memore dei racconti sulle carcasse ritrovate a Vallaga di cui gli amici gli avevano raccontato. Poi, facendo più rumore possibile ha raggiunto a balzi l’auto por aprire in fretta la portiera, chiudersi dentro per poi partire a tutto gas. “Solo allora ho cominciato a sentirmi un po’ più al sicuro” ha raccontato agli amici. Bene. Dai racconti pare che l’orso (orsa?) in questione sia provvista di radiocollare. Dunque si tratta di soggetto monitorato. Ma come al solito tra mondo della scienza e mondo civile, le comunicazioni sono scarse e il tutto rimane nei circoli dei cacciatori, dei forestali e di coloro che i boschi li frequentano quotidianamente. Noi dal basso, possiamo solo notare alcune cose che non tornano al conto finale: lupi che scompaiono nonostante le leggi sull’abbattimento selettivo non siano ancora entrate nemmeno in Gazzetta ufficiale, orsi che arrivano nel silenzio dei media e pecore fatte a pezzi. Già, perché nel frattempo è cambiato il mondo della pastorizia. Un tempo il pastore viveva col gregge e con i suoi cani che lo aiutavano. Oggi il pastore lavora in fabbrica o in una officina, lascia le pecore allo stato brado e, ogni tanto, va su, agli alti pascoli, a dar loro un’occhiatina. È come pretendere, prendendo spunto da un vecchio adagio, la botte piena e la moglie ubriaca. Intanto la natura fa il suo corso, che naturalmente è diverso e destinato a scontrarsi con queste logiche.
dm