Società
Come può succedere che alimenti per neonati vengano contaminati da una tossina batterica?
27/01/2026
Alla fine del 2025 e all’inizio del 2026 il gruppo alimentare Nestlé ha richiamato in 60 Paesi numerosi lotti di diversi tipi di alimenti per lattanti, sia in polvere sia liquidi. Si ritiene infatti possibile che uno degli ingredienti utilizzati sia stato contaminato con la tossina batterica cereulide.
Sul sito internet del Ministero della Salute italiano sono stati pubblicati, in questo frangente, 15 richiami di prodotti1. Secondo l’Agenzia Austriaca per la Salute e la Sicurezza Alimentare (AGES), le concentrazioni di cereulide rilevate sarebbero state così basse da non rappresentare un rischio per la salute. L’organizzazione tedesca per la tutela dei consumatori foodwatch accusa però Nestlé di aver informato autorità e pubblico solo poco per volta. Infatti, sebbene Nestlé avesse segnalato la contaminazione da cereulide alle autorità olandesi già il 9 dicembre 2025 e in Italia fossero stati richiamati tre prodotti il successivo 10 dicembre, in Germania la segnalazione è avvenuta solo il 5 gennaio 2026. Nel frattempo, secondo foodwatch, i genitori potrebbero aver nutrito i loro bambini con prodotti contaminati.
La cereulide è prodotta da un batterio specifico, chiamato Bacillus cereus emetico. “Emetico” significa che provoca senso di nausea: l’assunzione di cereulide attraverso gli alimenti può causare nausea e vomito già dopo mezz’ora. Nella maggior parte dei casi i sintomi scompaiono entro 24 ore. I casi gravi sono rari, ma possono danneggiare fegato e reni. Poiché la cereulide è resistente al calore, non può essere eliminata tramite bollitura. È quindi ancora più importante prevenirne la formazione.
Il batterio Bacillus cereus è presente nel suolo di tutto il mondo. Grazie alla sua capacità di formare spore molto resistenti, può sopravvivere anche per anni a calore, freddo, siccità e altre condizioni sfavorevoli. Le spore possono finire sugli alimenti attraverso terra o polvere ma, in piccole quantità, non rappresentano un rischio per la salute. A seconda dell’umidità, della temperatura e di altri fattori, possono però tornare attive, moltiplicarsi e produrre tossine. “Sono noti casi di intossicazione da cereulide dopo il consumo di cibi cotti come riso e pasta conservati a temperatura ambiente e poi riscaldati”, spiega Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti. “Per evitare la formazione della tossina, i cibi cotti dovrebbero essere raffreddati entro poco tempo e conservati in frigorifero”.
Nel latte artificiale in polvere, il Bacillus cereus non può né moltiplicarsi né produrre cereulide. Tuttavia, se il biberon con il latte preparato viene lasciato per diverse ore a temperatura ambiente, il batterio potrebbe proliferare e produrre la tossina. Nei primi mesi di vita, il latte artificiale per neonati dovrebbe quindi essere preparato sempre fresco, utilizzando acqua precedentemente bollita. Gli avanzi nel biberon vanno eliminati e non riscaldati nuovamente.