Società
L'altra faccia della medaglia
09/02/2026
Che bello! Sono iniziate le Olimpiadi. Bellissimo, c’è Anterselva, il biathlon, spettacolare. Il mondo guarda l’Alto Adige. Già, non il Sudtirolo visto che l’arena, si chiama “Arena Alto Adige” e non Arena Sudtirolo. I soldi vengono da Roma e, in onore all’antico detto latino “pecunia non olet” si svicola dalle guerre toponomastiche, che riappariranno.
Dopo. A garanzia dell’osservazione, i cartelli stradali, quelli veri, scritta bianca su fondo azzurro, creati apposta per la parte altoatesina dell’Olimpiade e che dall’incrocio tra Wipptal e Pusteria, su-su lungo la strada fino a Brunico indicano da direzione per la mèta olimpica. Dicono “Anterselva” e basta, per non confondere chi ci deve arrivare. Non c’è Antholz, né Rasun, Comune condiviso.
Che la “pecunia”, il denaro, l’occasione per gli affari (e certamente per coprire anche una parte dei pesanti investimenti) citata, sia fondamentale per chi con l’evento olimpico ci lavora è anche logico e magari giusto. Che l’intuizione di 50 anni fa, di ospitare il primo evento di prestigio internazionale, tanto da diventare, nel tempo, il tempio mondiale del biathlon, sia stata salvifica (allora), per una valle laterale misconosciuta al turismo di massa, anche. E infine, che i grandi eventi possano nascondere qualche lato oscuro, è ipotizzabile, e sconcertante è poi l’accorgersi che è vero.
Ad Anterselva, hanno organizzato tutto. Per la sicurezza, soprattutto dai pazzi che amano i grandi eventi per portare scompiglio (e non solo), hanno messo tetti ferrei. Senza biglietto, in valle, non entri. E, che prezzi! 3-400 euro per vedere. Gli spettatori? 19 mila a giornata di gare. E per parcheggiare, non c’è posto o quasi. Soprattutto gratis.
Decine i siti Internet che ti spiegano come fare. Uno a caso: Per visitare Anterselva/Antholz è necessaria un po’ di pianificazione, ma è proprio questa dimensione remota a renderla magica. Il viaggio in treno fino a Valdaora o Brunico, seguito da navette dedicate, ti accompagna verso la quiete dei boschi dove il biathlon è religione. Bello, ecologico ma…l’auto? Dove la lascio? Ma a Fortezza naturalmente. Il parcheggio è grande, ci stanno decine e decine di auto! Ed è gratuito!
Ecco, è così che nasce l’assalto a quel paese, che domenica 8 febbraio ha visto riempirsi ogni buco possibile e anche qualche impossibile, di automobili. Parcheggio “Carpazi” esaurito. Aiuole del parcheggio “Carpazi”, occupate. Piazza Stazione, piena zeppa, nonostante i limiti di sosta di 30 e 120 minuti. Chissenefrega, c’è l’Olimpiade. Pista ciclopedonabile dalla stazione verso nord: piena zeppa. E allora? Mica ci sono, le biciclette adesso! E poi, basta aspettare la sera, la fine della prima gara e il rientro degli spettatori: comoda navetta fino alla stazione di Valdaora-Anterselva, comoda discesa in treno, fino a Fortezza, due passi fuori dalla stazione e l’auto è lì, pronta per il rientro.
Abbiamo vinto l’Argento nella prova a squadre miste. Che bravi! Che bello! Dei fortezzini…chissene frega!
dm
Foto: © Dario Massimo