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Home → News → Bressanone, parcheggio dell’ospedale: dimezzamento dei posti auto, raddoppio delle tariffe, a rimetterci sempre i cittadini, soprattutto le fasce più deboli! - 15/02/2026 (0 Commento/i)
 
 
 
 
mobilità

Bressanone, parcheggio dell’ospedale: dimezzamento dei posti auto, raddoppio delle tariffe, a rimetterci sempre i cittadini, soprattutto le fasce più deboli!

15/02/2026
Apprendo dai mass media locali che gli attuali amministratori lamentano come, a seguito della recente ristrutturazione del parcheggio e delle opere attigue all’ospedale di Bressanone, il numero dei posti auto si sia sensibilmente ridotto, tanto da dover raddoppiare il costo delle tariffe orarie per disincentivare l’uso dell’automobile da e verso il nosocomio cittadino.

Ricordiamoci che non stiamo parlando del parcheggio di un centro commerciale o di un parco divertimenti, ma di un ospedale, ove l’accesso alle cure è un diritto fondamentale.
Ultimati non più di due anni or sono, i lavori sono senz’altro esteticamente gradevoli e, ben vengano le opere pubbliche che migliorano i servizi ai cittadini. Dunque, se l’obiettivo era rendere più ordinata l’entrata del nosocomio e potenziare la fermata degli autobus, il risultato è stato raggiunto ed è visibile a tutti. Se invece lo scopo era ampliare e rendere più fruibile il parcheggio, purtroppo l’esito non è coerente né con le aspettative dei cittadini né con le esigenze reali di chi deve usufruire quotidianamente della struttura sanitaria.
Già al momento della realizzazione ero intervenuto sottolineando che la cosa che più balzava all'occhio era che un'opera di questa importanza dal punto di vista strutturale ed economico, non avesse portato ad un aumento dei posti macchina, ma addirittura ad una sensibile diminuzione, quasi un dimezzamento degli stessi da 208 agli attuali 121, aveva dell’assurdo.
Da cittadino residente proprio in quel quartiere, prima che da amministratore politico, sapevo che il parcheggio era sottodimensionato già prima dell’intervento di ammodernamento. Molte macchine, da anni, venivano posteggiate in ogni dove, con poco senso civico da parte della gente. Quindi, ok all’abbellimento ed al miglioramento della stazione degli autobus, ma sarebbe stato di primaria importanza aumentare il numero di parcheggi, non diminuirli.
Le mie non sono lamentele politiche campate per aria, mi permetto di parlare di questo progetto con cognizione di causa, perché qualche anno prima dell’esecuzione dei lavori, quando si era ancora in fase progettuale, io ricoprivo il ruolo di Assessore provinciale e tra le competenze avevo anche la gestione del Patrimonio e all'Edilizia pubblica. Il progetto e la realizzazione dell’opera erano in carico ai “miei” uffici dell'Edilizia sanitaria. Poi, in seguito l’Azienda sanitaria, in qualità di committente diretto, ha voluto gestire la competenza in house.
Con il cambio di gestione sono inevitabilmente cambiate anche le priorità e gli interessi, e si è scelto di intervenire sul nostro progetto per ridurne i costi, abbandonando la soluzione originaria che prevedeva, oltre all’attuale parcheggio, anche un piano interrato capace di raddoppiare i posti auto e un sottopassaggio di collegamento diretto con l’ospedale in corrispondenza dell’ambulatorio di ginecologia. Questa soluzione avrebbe garantito un accesso coperto e diretto alla struttura per pazienti e visitatori in ogni stagione e condizione meteorologica, con particolare attenzione alle persone con disabilità o con difficoltà di deambulazione, per le quali erano previsti posti riservati in prossimità dell’ingresso interrato del sottopassaggio.
Il denaro è importante, ma il piccolo risparmio ottenuto in fase di realizzazione rispetto al nostro progetto originario rischia di trasformarsi in una spesa ben più pesante per le casse pubbliche: è infatti prevedibile che tra cinque o dieci anni si dovrà rimettere mano all’opera per costruire proprio quel parcheggio interrato allora scartato, con disagi raddoppiati e costi esponenziali che ricadranno, come sempre, sui cittadini.
Insomma, mi si permetta di asserire che non serviva essere un veggente per comprendere quello che ai cittadini, meno a chi commissionato l’opera, è sempre stato lampante.
Capisco dunque il disagio con cui sono costretti a convivere i validi amministratori attuali dell’ospedale e della nostra città.
Quando l’amministrazione sanitaria dichiara, però, che il raddoppio dei costi sia dovuto al dimezzamento dei parcheggi e l’amministrazione comunale, a sua volta, che il dimezzamento del numero dei parcheggi sia stato fatto per rendere la città più green e incentivare l'uso della bicicletta, da cittadino, più che da esponente politico, mi sento amareggiato e preso in giro. Ricordiamoci che non stiamo parlando del parcheggio di una palestra di fitness o di un campo da calcio, ma di quello di un ospedale utilizzato prevalentemente da malati, anziani e persone con disabilità, tre categorie che non usano l'autovettura per il capriccio di inquinare, ma per l’esigenza di poter raggiungere l'ospedale.
Anche sul beneficio della diminuzione dei costi e dell'effetto green dell'eliminazione del piano interrato permettetemi di dissentire. Perché, visto che l’opera ha portato anche la realizzazione di un'importante fermata di tutti i bus cittadini e di linea, nel parcheggio interrato avrebbero potuto trovare spazio non solo le autovetture di pazienti e visitatori dell'ospedale, ma anche di tanti turisti e frequentatori della città vescovile che provenendo da nord avrebbero avuto un’ottima base per lasciare la macchina e proseguire a piedi o con l'ottimo servizio di bus. Quello sarebbe stato qualcosa di veramente “green”!
E se tutto questo non bastasse, per compensare i maggiori costi di un eventuale piano interrato, i posti auto in eccedenza avrebbero potuto essere concessi a pagamento ai residenti del quartiere — notoriamente carente di garage e parcheggi anche per la sua continua espansione — permettendo così di recuperare nel tempo una parte significativa dell’investimento pubblico.
Insomma, in qualche modo il parcheggio sotterraneo sarebbe stato ripagato, i pazienti avrebbero trovato il posteggio e i residenti sarebbero stati meno esasperati dal nuovo parcheggio, il "Parcheggio 2". Una distesa di terra atta a parcheggio che, ora con la diminuzione dei posti davanti all'ospedale, è diventata indispensabile, portando tanta polvere e fango e un aumento esponenziale del traffico su via Vinzenz Gasser, altro che incentivare l'uso della bicicletta.

Massimo Bessone
ex Assessore provinciale e Consigliere regionale
Consigliere Comunale di Vipiteno
Consigliere della Comunità comprensoriale Alta Valle isarco

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