Affitti IPES: sostenibili, ma non gratuiti
20/02/2026
Il percorso di correzione del costo degli affitti IPES avviato nel 2022 sta dando i suoi frutti: 4666 inquilini pagano attualmente tra i 101 e i 200 euro di affitto al mese, 2316 persone pagano per il loro alloggio tra i 201 e i 300 euro e 2447 persone pagano oltre 500 euro al mese.
Per l'assessora provinciale all'Edilizia abitativa Ulli Mair, questi dati sono espressione di una politica abitativa accessibile ma anche socialmente equa. "L'IPES persegue un chiaro obiettivo sociale, ma deve anche gestire in modo responsabile le risorse pubbliche. Gli affitti devono attenuare le difficoltà sociali ed essere commisurati al reddito, ma allo stesso tempo un adeguato contributo da parte degli inquilini garantisce la valorizzazione degli alloggi ed è un imperativo di equità nei confronti della collettività", afferma Mair. In particolare, grazie agli adeguamenti introdotti a partire dal 2022, il sistema è stato reso più equilibrato in questo senso.
Dal 2015, ovvero nel corso di dieci anni, gli affitti medi sono aumentati da 191 a 315 euro mensili (si veda il grafico allegato). Il doppio adeguamento dell'affitto minimo, prima da 50 a 80 e poi da 80 a 120 euro, avvenuto su richiesta dell'assessora Mair, “garantisce maggiore equilibrio ed equità all'interno della rete sociale, richiedendo a tutti un determinato livello di responsabilità individuale, il che a sua volta assicura che il ruolo dell'IPES rimanga comprensibile e accettabile per tutta la cittadinanza”, sottolinea Mair.
L'IPES finanzia i propri alloggi sociali attraverso gli affitti
Il risultato è che in un decennio i ricavi annuali derivanti dagli affitti degli appartamenti sono passati da circa 27 milioni di euro a circa 44 milioni di euro. A ciò si aggiungono i ricavi derivanti dall'affitto di garage, posti auto e altri locali, consentendo all'IPES di finanziare autonomamente i costi operativi e gran parte delle spese di manutenzione e ristrutturazione degli appartamenti.
Nuove regole per il calcolo dell'affitto dal 1° gennaio 2026
La nuova regolamentazione degli affitti, approvata dalla Giunta provinciale nel mese di ottobre, è in vigore dal 1° gennaio 2026 e prevede una revisione sia dei contratti di locazione stipulati prima del 2024 sia di quelli stipulati successivamente. Tra le altre cose, per questi ultimi è stata presa in considerazione la perdita di potere d'acquisto dovuta all'inflazione. L'obiettivo, sottolinea Mair, è quello di allineare progressivamente i due modelli contrattuali nel corso del tempo.