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Fanerogame marine: alleate indispensabili per clima e biodiversità
07/03/2026
Le fanerogame marine crescono sui fondali sabbiosi delle zone costiere poco profonde di quasi tutti i continenti. La loro origine risale probabilmente al Cretaceo, tra 110 e 120 milioni di anni fa. A livello mondiale sono note quattro famiglie botaniche, tra cui le Zosteraceae e le Posidoniaceae (Posidonia oceanica), che comprendono 72 specie. Le fanerogame marine non sono strettamente imparentate con le piante erbacee terrestri.
Sebbene ricoprano appena lo 0,1-0,2% dei fondali marini, le praterie di fanerogame marine sono indispensabili per la biodiversità degli oceani, per la sicurezza alimentare dell’umanità e per la protezione del clima. Per questo motivo, nel 2022 le Nazioni Unite hanno istituito la Giornata mondiale delle fanerogame marine (World Seagrass Day), che si celebra ogni 1° marzo.
Una prateria di fanerogame di 4000 metri quadrati (poco più della metà di un campo da calcio) offre spazio vitale e cibo a circa 40.000 pesci e a circa 50 milioni di invertebrati. Complessivamente, molte migliaia di specie animali, tra cui pesci, tartarughe marine, lamantini e uccelli migratori durante le loro rotte, trovano habitat, riparo e/o nutrimento nelle praterie di fanerogame. “Le fanerogame marine possono essere consumate direttamente dall’uomo e, allo stesso tempo, nutrono animali marini che finiscono poi sulle nostre tavole o che, nella catena alimentare marina, servono da cibo per pesci di maggiori dimensioni”, spiega Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti. Grazie alla loro naturale funzione filtrante, le praterie di fanerogame migliorano la qualità dell’acqua a livello locale e riducono la presenza di sostanze nocive nei frutti di mare. Le popolazioni costiere utilizzano tradizionalmente le fanerogame anche come mangime, fertilizzante, rimedio naturale e materiale da costruzione.
Ancora più importanti, però, sono le “prestazioni” che queste praterie sottomarine offrono all’ecosistema. Agendo come frangiflutti naturali, infatti, esse proteggono coste, mangrovie e barriere coralline dall’erosione, oltre a difendere gli insediamenti umani da inondazioni e tempeste. Inoltre, pur coprendo solo una piccola parte dei fondali marini, le praterie di fanerogame intrappolano fino al 18% dell’anidride carbonica presente negli oceani, fungendo da veri e propri pozzi di carbonio naturali. Le fanerogame accumulano carbonio anche nel sottosuolo, nelle loro radici e nei loro rizomi, e possono vivere per migliaia di anni: in questo modo sequestrano anidride carbonica dall’atmosfera per lunghissimi periodi. Nell’area Patrimonio Mondiale UNESCO di Ibiza, ad esempio, esistono due praterie di Posidonia oceanica che hanno 80.000 anni e più.
In occasione della Giornata mondiale delle fanerogame marine, le Nazioni Unite e le organizzazioni per la tutela degli oceani richiamano l’attenzione sul fatto che, dagli anni ’30 del secolo scorso, le riserve di fanerogame marine sono in declino e numerose specie appartenenti a questa famiglia sono a rischio di estinzione. Le principali cause sono la pesca – soprattutto con reti a strascico –, l’eutrofizzazione dovuta agli scarichi agricoli, l’aumento della temperatura dell’acqua causato dalla crisi climatica e il turismo, in nome del quale le praterie di fanerogame marine vengono danneggiate per ottenere fondali marini “puliti” e sabbiosi. È quindi urgente proteggere meglio queste piante sottomarine e ripristinare le praterie devastate. I primi progetti di rinaturalizzazione sono già in corso, per esempio, nel Mare del Nord, nel Mar Baltico e nel Mediterraneo.