Società
Con le moto da sui sentieri di Forte Alto
20/04/2026
Ma non era un parco naturale? Un cartello c’è ancora a testimoniarlo, all’ultimo tornante della ex strada militare che porta a Forte Alto, Fortezza. E all’ingresso della strada non c’è l’altro cartello che spiega come l’accesso sia limitato solo agli autorizzati? E ancora: nei parchi non era per caso vietato il traffico veicolare? Se le leggi non sono cambiate la scorsa notte, alle domande si dovrebbe rispondere: vietato.
Eppure ormai il tracciato è dominio delle mountain-bike elettriche e non. Vabbé, si potrebbe dire, ormai quelle ci sono e vanno ovunque e, almeno, non fanno rumore. Ma che dire se sullo stesso percorso si avventurano le moto? Beh, questo appare veramente oltre i limiti consentiti del rispetto delle regole, della logica di montagna e di quell’altro rispetto, quello dovuto alla natura, ai boschi e ai loro abitanti.
Naturalmente non è così: ormai da tempo, e anche nelle mezze stagioni, un piccolo gruppo di trialisti, ovvero centauri delle moto da trial, hanno scelto i percorsi dell’ormai interrotto (per i lavori della variante ferroviaria di Riga Davanti e per il contenzioso tra Provincia e proprietari del lago di Varna) percorso storico, che da Bressanone sale verso Forte Alto. A metà il percorso si biforca e devia verso valle ma permette anche di salire fino alla fortezza per poi discendere per uno stretto sentiero usato per accedere alla palestra di roccia. È questo il percorso preferito da queste moto specializzate in percorsi fuoristrada estremi, caratterizzate da leggerezza, assenza di sella, naturalmente di targa, e pneumatici a bassa pressione. Questa disciplina richiede eccezionale equilibrio, controllo della frizione e agilità per superare ostacoli naturali o artificiali senza poggiare i piedi a terra e loro i trialisti, sono attrezzatissimi: tute anticaduta, caschi integrali, occhiali a maschera, tanto da essere indistinguibili. E imprendibili, pare, visto che se ne vanno per i sentieri di montagna con la certezza che nessuno li possa inseguire. Non ci son guardie che tengano, sempre se ce ne fossero. Il fatto è che se nei percorsi “dedicati” a questo sport c’è la certezza che i percorsi siano sgombri, qui, soprattutto la strada per Forte Alto e il sentiero sono frequentatissimi da alpinisti e persone che passeggiano nella natura e trovarsi faccia a faccia con una rombante moto non è solo fastidioso, ma pericoloso. Ancor più vista l’impossibilità di qualsiasi identificazione di chi quelle moto le guida.
dm