In Alto Adige, ogni anno uno o due neonati vengono curati per la sindrome del bambino scosso, ma è solo la punta dell’iceberg. Si tratta di una grave forma di maltrattamento: scuotere un neonato può causare emorragie e danni cerebrali irreversibili, perché i muscoli del collo sono ancora deboli.
Per sensibilizzare le famiglie, l’Azienda Sanitaria partecipa alle Giornate nazionali sul trauma da scuotimento: il 23 aprile sarà allestito uno stand informativo all’Ospedale di Bolzano.
Il rischio aumenta tra la seconda settimana e il sesto mese, quando il pianto è più frequente. Bastano pochi secondi di scuotimento per provocare danni permanenti o, nei casi più gravi, la morte (1 su 10).
I sintomi possono essere vari (sonnolenza, convulsioni, difficoltà respiratorie), quindi è fondamentale recarsi subito in ospedale al minimo sospetto.
Se un genitore si sente sopraffatto, è importante non scuotere mai il bambino: meglio metterlo in un luogo sicuro, allontanarsi per qualche minuto e chiedere aiuto.