ambiente
Ufficio Gestione fauna selvatica: collaborazione transfrontaliera
07/06/2026
Il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, il Dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Sassari e l’Amministrazione provinciale di Belluno stanno attualmente conducendo uno studio sul comportamento dei lupi utilizzando collari radio-trasmettitori satellitari.
L’Ufficio provinciale Gestione fauna selvatica del Servizio forestale provinciale è stato informato, nell’ambito della cooperazione interregionale, sugli ultimi spostamenti dei tre lupi ormai dotati di collare. Come riportato in un comunicato stampa del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, attualmente tre lupi sono dotati di un collare radiotrasmettitore; uno di questi lupi si è temporaneamente spostato anche nel territorio altoatesino, precisamente nei pressi di San Candido e di Lappago; successivamente si è spostato nella Zillertal, dove si trova ancora oggi. I giovani esemplari iniziano le loro migrazioni solitamente nel secondo anno di vita e, alla ricerca di un nuovo territorio, spesso percorrono grandi distanze in breve tempo.
“Lo scambio di dati e informazioni scientifiche tra gli enti responsabili della protezione della fauna selvatica è uno strumento importante per monitorare la popolazione di lupi e la sua convivenza con le attività umane”, sottolinea il direttore del Servizio forestale provinciale Günther Unterthiner: "Solo se conosciamo il comportamento e la distribuzione dei lupi possiamo gestire la loro presenza. Attualmente in Alto Adige viene monitorato dall’Ufficio provinciale Gestione fauna selvatica un secondo lupo dotato di trasmettitore, sulla base del programma scientifico di monitoraggio dei lupi approvato con decreto del 21 agosto dello scorso anno. Alla fine di maggio, un giovane lupo è stato dotato di un collare GPS in Val Badia per documentare sistematicamente il suo utilizzo dello spazio e il suo comportamento, anche al fine di poter reagire in modo mirato. I dati di movimento raccolti consentono inoltre un’osservazione continua dell’animale e, se necessario, vengono condivisi con le regioni e le province confinanti per rafforzare la cooperazione transfrontaliera nella gestione dei lupi".