Società
Economia circolare in Alto Adige
20/06/2026
La popolazione altoatesina mostra una sensibilità diffusa verso temi ambientali e di sostenibilità, ma l’economia circolare fatica ancora a tradursi in pratiche quotidiane consolidate. È questa la fotografia che emerge dalla ricerca condotta da Eurac Research in collaborazione con l’Istituto provinciale di statistica ASTAT, nell’ambito del progetto europeo ECLECTIC. Lo studio, realizzato su un campione di 994 residenti tra i 18 e gli 80 anni nel corso dell’autunno 2025, ha indagato conoscenze, attitudini e comportamenti legati al consumo circolare in Alto Adige.
La maggioranza della popolazione altoatesina – il 57 per cento – dichiara di avere una conoscenza buona o molto buona del concetto di economia circolare. Tuttavia, quasi quattro persone su dieci ammettono una conoscenza limitata o nulla. I comportamenti “virtuosi” più diffusi sono la minimizzazione degli acquisti – praticata dal 95 per cento della popolazione – e la riparazione degli oggetti (91 per cento). Il 42 per cento dichiara di acquistare abitualmente prodotti di seconda mano; uguale la percentuale di chi pratica upcycling, ovvero riutilizza in modo creativo oggetti che altrimenti andrebbero buttati. Poco diffusa è, invece, la rigenerazione di telefoni e computer: solo il 7 per cento dichiara di far rigenerare o acquistare dispositivi elettronici ricondizionati, un settore che rappresenta un’area di grande potenziale inespresso. L’abbigliamento si conferma la categoria più coinvolta nelle pratiche circolari: il 29 per cento della popolazione altoatesina acquista capi usati, il 71 per cento li ripara e il 36 per cento li trasforma creativamente. “In Alto Adige, l’attitudine alla sostenibilità c’è ed è forte. L’economia circolare non riguarda solo processi industriali e produttivi: passa dalle scelte quotidiane delle persone. Ogni giorno decidiamo cosa comprare, ma anche come usare un oggetto – se ripararlo, ricondizionarlo, donarlo o smaltirlo – contribuendo così a chiudere la catena del valore. Il concetto di circolarità non va contro il sistema produttivo, ma anzi valorizza le risorse e l’imprenditoria locale”, affermano Chiara Pellegrini e Jessica Balest, referenti dello studio per Eurac Research e collaboratrici del gruppo di ricerca Sistemi energetici regionali e urbani di Eurac Research. Secondo la popolazione altoatesina, per sostenere l’economia circolare servirebbero più servizi di riparazione, negozi dell’usato accessibili e di qualità e spazi dedicati all’upcycling. Riguardo agli incentivi, le priorità sono prezzi più bassi per prodotti usati o rigenerati, benefici fiscali per la riparazione e tariffe rifiuti più vantaggiose per chi ricicla di più. Sul fronte delle politiche pubbliche, al primo posto tra le richieste della popolazione ci sono le campagne di informazione e formazione (62 per cento). I dati raccolti potranno essere a supporto di politiche e azioni concrete per rafforzare il consumo circolare in Alto Adige. “I dati offrono un quadro informativo sui comportamenti legati all’economia circolare nella popolazione altoatesina.”, afferma Stefano Lombardo di ASTAT.
I risultati dello studio sono disponibili al
link. La ricerca si inserisce nel progetto europeo DUT ECLECTIC (Enabling circular economy action plans for small and medium-sized cities), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dalle agenzie nazionali Formas, FCT, LMT nell’ambito della Driving Urban Transitions Partnership, co-finanziata dall'Unione Europea.