Società
Pensioni: garantirle alle donne consentendo di lavorare a tempo pieno
25/07/2026
Gli ultimi dati ASTAT lo dimostrano chiaramente: il divario pensionistico tra uomini e donne rimane notevole. Per l’assessora provinciale al Lavoro Magdalena Amhof, la riduzione del divario pensionistico di genere (Gender Pension Gap) è una priorità: "Se il 70 per cento di coloro che sono costretti a lavorare a tempo parziale contro la propria volontà e vorrebbero aumentare il proprio orario di lavoro sono donne, allora non si tratta di una scelta individuale, ma di un problema strutturale".
Delle 14.000 persone in totale che in provincia di Bolzano vorrebbero lavorare o aumentare il proprio orario di lavoro, la maggior parte sono donne. Proprio queste ultime, però, spesso si trovano ad affrontare ostacoli. A causa del lavoro di cura non retribuito, si ritrovano a dover ridurre involontariamente l’orario di lavoro oppure si creano lacune nel percorso lavorativo, che costituiscono la causa principale delle successive perdite di reddito e di pensione. Per quanto riguarda le sole pensioni di vecchiaia, secondo il rapporto ASTAT l’importo mediano per le donne era pari solo a circa la metà di quello degli uomini (12.858 euro contro 24.954 euro nel 2024).
Sfruttare appieno il talento, l'esperienza e la forza lavoro delle donne
"Non possiamo più permetterci di rinunciare alle competenze, all’esperienza e alla forza lavoro di migliaia di donne che si trovano già qui in Alto Adige. Agevolare il reinserimento di queste donne nel mondo del lavoro o il loro ritorno all’occupazione a tempo pieno è il modo più sostenibile per far fronte alla carenza di personale qualificato e, al contempo, rafforzare l’autonomia economica delle donne", afferma convintamente l’assessora Amhof.
Impegno necessario da parte di tutti
A tal fine sono necessari sforzi da parte dei datori di lavoro (possibilità di smart working, telelavoro, messa a disposizione di spazi di coworking, modelli di orario di lavoro flessibili ecc.), da parte dei familiari (equità nella conciliazione tra vita professionale e familiare, migliore ripartizione tra lavoro retribuito e lavoro di cura) e delle donne stesse, che dovrebbero avvalersi delle opportunità di formazione continua e pensare per tempo alla previdenza, al fine di evitare lacune pensionistiche. "Inoltre, rimane una priorità assoluta portare un maggior numero di donne in posizioni dirigenziali. A tal fine dobbiamo rafforzare la conciliazione tra famiglia e lavoro e, di conseguenza, le donne stesse", esorta Amhof.
Aumento del tasso di occupazione femminile al 78 per cento
L'obiettivo dell'assessora provinciale al Lavoro e del Servizio Mercato del lavoro della Provincia di Bolzano è quello di aumentare nei prossimi anni il tasso di occupazione femminile (dalle 20enni alle 64enni), che attualmente si attesta al 74,3 per cento e risulta quindi leggermente inferiore ai dati di riferimento di regioni comparabili come il Tirolo e la Svizzera orientale.