ambiente
L’Alto Adige necessita di una lungimirante gestione delle risorse
26/07/2026
L’attuale carenza idrica è motivo di preoccupazione generale! Il valore delle risorse vitali spesso viene riconosciuto solo quando queste scarseggiano. Già i bambini imparano a chiudere il rubinetto mentre si lavano i denti. L’uso parsimonioso dell’acqua da parte di ognuno è fondamentale. Tuttavia, il fatto che sia nuovamente necessario un decreto ad hoc del presidente della Provincia per reagire alla carenza idrica evidenzia un problema strutturale. La Federazione Ambientalisti Alto Adige chiede quindi l’attuazione tempestiva di una concreta strategia contro il cambiamento climatico.
Da tempo siamo a conoscenza di importanti dati sugli effetti del cambiamento climatico. Uno studio dell’Eurac su tali effetti in Alto Adige ne ha evidenziato chiaramente i rischi, tra cui l’aumento della frequenza di periodi di scarsità idrica. Lo studio non si limita all’analisi dei problemi, ma indica misure concrete da adottare: una gestione lungimirante delle risorse idriche, un monitoraggio sistematico della disponibilità idrica e chiare linee guida di come affrontare situazioni di carenza. A tutt’oggi proprio questi strumenti mancano completamente.
«Abbiamo assolutamente bisogno di una politica che non si limiti a reagire alle emergenze, ma che individui i rischi in anticipo e agisca di conseguenza. L’acqua è una risorsa di vita fondamentale e non può diventare argomento di discussione solo quando scarseggia», sottolinea Elisabeth Ladinser, presidente della Federazione.
In questo contesto la continua crescita del settore turistico ha risvolti particolarmente critici. Il rapporto “STOST – Sustainable Tourism Observatory South Tyrol” dell’Eurac riguardo all’anno 2023 rileva un consumo idrico legato al turismo pari a circa 8,3 milioni di metri cubi – un aumento del 28,5% rispetto a dieci anni fa. Poiché il numero di pernottamenti continua a crescere costantemente, è prevedibile anche un aumento del fabbisogno idrico. Si stima che nelle strutture alberghiere un ospite di media consumi circa 500 litri di acqua al giorno. Solo i 120 posti letto previsti nel controverso progetto alberghiero a Martello comporterebbero circa 60.000 litri d’acqua in più al giorno.
«Basta con la crescita nel settore turistico! Finché non si avranno dati chiari su chi consuma effettivamente quanta acqua e come sia in futuro gestita questa risorsa così fondamentale per tutti, non devono essere approvati ulteriori grandi progetti alberghieri, che – ovviamente - fanno ulteriore pressione sulle nostre risorse naturali. Non è accettabile che gli ospiti sguazzino negli Infinity-pools, e noi residenti non possiamo innaffiare i nostri orti», conclude Elisabeth Ladinser.
La Federazione Ambientalisti Alto Adige pretende l’assolutamente necessaria attuazione delle raccomandazioni delle analisi sui rischi climatici, di portare quanto prima a termine le strategie della Provincia di adattamento ai cambiamenti climatici e di stabilire chiare regole per la gestione delle risorse naturali scarseggianti. Allo stesso tempo, è necessaria una coerente politica della protezione del clima. Ogni prevenzione all’aumento della temperatura globale comporta una riduzione di futuri rischi per l’acqua, l’agricoltura e la natura.
L’obiettivo deve essere quello di far sì che la prossima estate inizi con una strategia lungimirante, senza che sia nuovamente necessario ricorrere a un decreto di emergenza.
(Foto © pixabay)