L’Iniziativa dei cittadini europei “Il cibo è un diritto umano per tutti” mira a garantire il diritto all’alimentazione a tutte le persone che vivono nell’Unione europea e chiede un sistema alimentare equo e rispettoso dell’ambiente. Il Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) sostiene questa iniziativa.
I trattati internazionali riconoscono “il diritto [di ogni persona] a un livello di vita adeguato per sé e per la propria famiglia, che includa un’alimentazione adeguata”, nonché “il diritto fondamentale a essere libero dalla fame e dalla malnutrizione”1. Tuttavia, in assenza di una normativa concreta e di misure efficaci, questo diritto umano non è tuttora garantito nemmeno all’interno dell’Unione europea.
Infatti, sebbene l’Unione europea registri un surplus commerciale di 36 miliardi di euro nel settore degli alimenti, delle bevande e dei prodotti agricoli e della pesca – esportando, in termini di valore, più di quanto importi dai Paesi extra UE (Eurostat, anno di riferimento: 2024) – nell’UE l’8,5% della popolazione, pari a quasi 42 milioni di persone, versa in condizioni di povertà alimentare materiale. In Romania la quota raggiunge addirittura il 18,1% della popolazione e in Bulgaria il 15,8% (Eurostat, anno di riferimento: 2025). Si tratta di persone che non possono permettersi un pasto completo almeno ogni due giorni, comprendente carne, pesce oppure un equivalente vegetariano.
Nel frattempo, il costo giornaliero di un’alimentazione sana è aumentato sensibilmente tra il 2019 e il 2024: del 38% in Italia, del 39% in Germania, del 47% in Spagna e addirittura del 58% in Slovacchia (Our World in Data; dati: FAO 2025, Banca Mondiale 2025, Herforth et al. 2022).
Parallelamente, ogni anno nell’Unione europea vengono sprecate circa 58 milioni di tonnellate di alimenti, per un valore stimato di 132 miliardi di euro (Eurostat, anno di riferimento: 2023), mentre il 51,7% delle persone con più di 16 anni è in sovrappeso o obeso (Eurostat, anno di riferimento: 2025). Le grandi imprese agroalimentari concentrano nelle proprie mani un potere sempre maggiore; l’agricoltura intensiva danneggia l’ambiente, riduce la biodiversità e provoca sofferenza animale. Sotto la pressione della competitività, molti agricoltori e molte agricoltrici non riescono più a ottenere un reddito adeguato e sono costretti ad abbandonare le proprie aziende.
Per questo motivo, un’ampia coalizione composta da 360 organizzazioni, tra cui Slow Food, Legambiente e Caritas Italiana, ha lanciato un’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) per chiedere il riconoscimento del diritto a un’alimentazione adeguata per tutti. Secondo i promotori, solo un sistema alimentare equo e sostenibile può garantire il diritto umano all’alimentazione alle generazioni presenti e future in Europa. Per raggiungere questo obiettivo sono necessarie norme vincolanti, strategie politiche e misure concrete. Tra gli obiettivi principali figurano prezzi equi per i produttori, il rafforzamento delle filiere locali, la promozione dell’agroecologia, la tutela della biodiversità, una ristorazione collettiva sana e sostenibile, la riduzione dello spreco alimentare e una maggiore trasparenza. “Gli alimenti che fanno bene alle persone rispettano e preservano anche l’ambiente”, afferma Francesco Sottile, membro del consiglio direttivo di Slow Food International. “Un’alimentazione sana deve essere un diritto garantito, non un privilegio.”
Entro il 7 gennaio 2027, la coalizione intende raccogliere un milione di firme in almeno sette Paesi dell’Unione europea. Se l’obiettivo verrà raggiunto, la Commissione europea sarà tenuta a esaminare formalmente le proposte dell’iniziativa e a esprimere pubblicamente la propria posizione.
L’Iniziativa dei cittadini europei può essere sottoscritta esclusivamente online. Per firmare è necessario inserire i dati della carta d’identità o del passaporto, oppure autenticarsi tramite SPID o Carta d’identità elettronica (CIE).