Società
More: il “superfood” che cresce lungo i sentieri
18/08/2026
A partire da luglio, ma soprattutto nei mesi di agosto e settembre, vale la pena tenere d’occhio i margini dei campi, dei boschi e dei sentieri alla ricerca di rovi di more.
Le more, lucide e di un intenso colore viola scuro, sono infatti disponibili a costo zero, a patto di non lasciarsi scoraggiare dalle numerose spine dei rovi. Rispetto alle more coltivate disponibili in commercio, i frutti selvatici hanno un aroma particolarmente intenso. Le more mature si riconoscono perché cedono leggermente a una lieve pressione e si staccano facilmente dal ramo. È tuttavia preferibile evitare le strade molto trafficate e i percorsi più frequentati per le passeggiate con i cani. Nelle zone in cui è stata accertata la presenza della tenia della volpe, le more andrebbero raccolte solo a partire da un’altezza di 80 cm e consumate esclusivamente dopo un lavaggio molto accurato. Per andare sul sicuro, è consigliabile sottoporle a cottura.
Nonostante il nome, la mora non è una vera bacca, bensì un frutto aggregato composto da tante piccole drupe disposte su un asse fruttifero, che, a differenza di quanto avviene nel lampone, viene consumato insieme al frutto.
“Dal punto di vista nutrizionale, la mora si distingue per l’elevato contenuto di sostanze vegetali secondarie bioattive, soprattutto antociani”, spiega Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti. “Queste sostanze proteggono le piante dai raggi UV e svolgono un’azione antiossidante, vale a dire che proteggono le cellule vegetali e umane dai composti reattivi dell’ossigeno, i cosiddetti radicali liberi. In questo contesto, la pubblicità utilizza il termine “anti-aging”, che indica un rallentamento dei processi di invecchiamento.” Secondo alcuni studi, di questo effetto potrebbero beneficiare in particolare le cellule nervose del cervello. Le more sono inoltre una buona fonte di magnesio, vitamina C, vitamine del gruppo B, carotenoidi (provitamina A) e fibre.
Le more mature sono molto delicate e ammuffiscono rapidamente. È preferibile conservarle in frigorifero, per non più di due giorni, distribuendole possibilmente in uno strato sottile su un vassoio o un piatto, e lavarle soltanto immediatamente prima del consumo. Le more sono ottime fresche, nella macedonia o nel muesli, oppure sotto forma di purea di frutta nello yogurt, nel quark, nel latte, nel latticello o con il gelato (alla vaniglia). Si possono inoltre utilizzare per preparare sorbetti e altri dessert. Con le more si possono preparare anche marmellate, succhi, sciroppi, liquori e torte alla frutta. Per congelarle, è consigliabile precongelare i frutti lavati su un vassoio e, successivamente, suddividerli in porzioni e trasferirli negli appositi contenitori per il congelatore. Per preparare un aceto aromatizzato, si mettono circa 100 grammi di more in un litro di aceto di mele o di vino, all’interno di un recipiente di vetro capiente; i frutti devono essere completamente ricoperti dall’aceto. Si chiude il recipiente con il coperchio e si lascia riposare l’aceto per due-quattro settimane in un luogo fresco e buio. Infine, si filtra l’aceto e lo si imbottiglia.
Le foglie del rovo sono ricche di tannini, flavoni e oli essenziali e per questo venivano utilizzate a scopo terapeutico già nel Medioevo. Le foglie giovani e tenere e i germogli dei rovi possono essere raccolti dalla primavera fino all’autunno. Dopo un processo di fermentazione e la successiva essiccazione, possono persino essere utilizzati come alternativa al tè nero.
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