Società
Assicurazioni auto online: siti truffaldini in aumento
20/08/2026
I siti fraudolenti rappresentano ormai un grave problema nel settore assicurativo, in particolare per le assicurazioni auto online. Dal 2023 l’IVASS, l’Autorità di vigilanza sulle assicurazioni, ha individuato e contribuito alla chiusura di 389 siti fraudolenti!
Quando si conclude un contratto a distanza, la stipula avviene generalmente online o tramite telefono. Dopo il pagamento del premio concordato, i consumatori ricevono i documenti assicurativi apparentemente validi che, però, in realtà non lo sono. In occasione di un controllo su strada oppure in caso di incidente, scoprono così di non essere coperti da alcuna assicurazione valida e di essere caduti vittime di una truffa.
Le conseguenze sono gravi: chi guida senza copertura assicurativa rischia sanzioni amministrative elevate, da 866 a 3.464 euro, e il sequestro del veicolo. In caso di incidente colposo, i danni a persone e cose devono essere coperti di tasca propria. Le vittime vengono inizialmente risarcite dal “Fondo Vittime della Strada”, che poi recupera la somma dai responsabili tramite il diritto di rivalsa.
Sempre più spesso vengono offerte assicurazioni RCA false sui siti internet o sui social network (come ad esempio su Facebook). Queste piattaforme attirano i consumatori con offerte molto convenienti e spesso molto professionali (in apparenza!). I nomi delle società adoperati per la truffa sono infatti spesso simili a quelli di compagnie note o molto conosciute, inducendo così in errore molti consumatori.
L’IVASS raccomanda ai consumatori di adottare la massima cautela nel valutare offerte proposte tramite internet, telefono o servizi di messaggistica rapida (es. WhatsApp).
È possibile verificare se la compagnia assicurativa scelta risulti tra quelle autorizzate dall’IVASS, consultando i registri ufficiali (https://www.ivass.it/operatori/imprese/elenchi/index.html) delle imprese abilitate a operare in Italia nel settore RCA (“elenco imprese italiane” e “elenco imprese estere”).
(Foto © pixabay)