Società
Aumenti di prezzo mascherati: le strategie più diffuse dei produttori
22/09/2026
I produttori e i rivenditori di alimenti, cosmetici e detergenti sono molto creativi quando si tratta di mascherare gli aumenti di prezzo. Il Centro Tutela Consumatori di Amburgo ha documentato le strategie più diffuse
Contenuto ridotto, prezzo uguale o più alto. Nel 2025, il cioccolato al latte “Milka Alpenmilch” della Mondelez è stato probabilmente l’esempio più emblematico di shrinkflation (dall’inglese shrink, restringere). A fronte di una confezione rimasta pressoché invariata, il peso netto della tavoletta è sceso da 100 g a 90 g, mentre il prezzo (in Germania) è aumentato da 1,49 euro a 1,99 euro: ciò si traduce in un aumento del prezzo del cioccolato al chilogrammo pari al 48%. Talvolta i produttori riducono il peso solo per determinati gusti di un certo prodotto: poiché la quantità contenuta nelle altre varianti rimane invariata, l’aumento di prezzo nascosto risulta, così, particolarmente ben camuffato.
Confezione più grande, contenuto ridotto, prezzo invariato o più alto. Dal punto di vista dei consumatori, appare particolarmente “sfacciato” giustificare un aumento di prezzo con una confezione più grande quando in realtà la quantità effettiva di prodotto diminuisce.
Contenuto maggiore, prezzo più alto. Anche un aumento della quantità può servire a nascondere un rincaro. Se infatti il prezzo di vendita aumenta in misura proporzionalmente maggiore rispetto al contenuto netto, i prodotti che vantano “più contenuto” sono tutt’altro che un affare.
Contenuto ridotto, prezzo ridotto. Quando i produttori diminuiscono la quantità del prodotto in misura proporzionalmente maggiore rispetto al prezzo di vendita e pubblicizzano il prodotto come “ora ancora più conveniente”, si tratta anche in questo caso di un aumento di prezzo mascherato.
Contenuto diverso, prezzo invariato. Secondo il Centro Tutela Consumatori di Amburgo, alcuni produttori offrono lo stesso prodotto presso diversi rivenditori in confezioni che si distinguono per il contenuto netto, ma hanno lo stesso prezzo di vendita per confezione. In questo modo, il produttore ottiene un prezzo al chilogrammo più elevato e un margine di guadagno maggiore per il prodotto nella confezione più piccola.
Contenuto prima ridotto, poi aumentato, poi di nuovo ridotto... Modificando continuamente il peso netto dei propri prodotti, a volte riducendolo, a volte aumentandolo, i produttori creano confusione e rendono difficile il confronto dei prezzi. Il Centro Tutela Consumatori di Amburgo ha documentato questa tattica nel caso delle patatine “Pringles”. Sebbene il peso netto delle confezioni sia cambiato più volte nel corso degli anni, il prezzo al chilogrammo ha seguito una sola direzione: verso l’alto.
Contenuto ridotto nella confezione multipla, prezzo invariato. Le confezioni multiple o familiari sono generalmente considerate un affare. Tuttavia, se il produttore riduce il numero di pezzi contenuti e/o il formato del singolo pezzo, mantenendo invariato il prezzo di vendita, anche questo comporta un aumento nascosto del prezzo.
Contenuto ridotto, dosaggio maggiore, prezzo invariato. Molte persone arricchiscono l’acqua gassata con sciroppi alla frutta o di altro tipo. Nel 2023, Sodastream ha ridotto il volume netto delle bottiglie di sciroppo mantenendo invariato il prezzo e, contemporaneamente, ha aumentato la dose consigliata di sciroppo per ogni bottiglia d’acqua. Il risultato è che lo sciroppo costa di più al litro e andrebbe acquistato più frequentemente rispetto al passato.
Nuovo marchio, contenuto ridotto, prezzo più alto. Nel 2023, Mondelez è riuscita a più che raddoppiare il prezzo al chilogrammo dei crostini “Bake Rolls” con una strategia particolarmente ingegnosa. In occasione di un cambio di marchio e di un nuovo design della confezione, il produttore ha modificato solo marginalmente la ricetta, ma ha ridotto sensibilmente il contenuto e aumentato in modo significativo il prezzo per confezione.
Nuovo prodotto, contenuto ridotto, prezzo più alto. Talvolta i produttori giustificano forti aumenti di prezzo sostenendo di aver introdotto un prodotto nuovo e di qualità superiore, non comparabile con la versione precedente. Tuttavia, quando presentazione, design e ingredienti del nuovo prodotto risultano pressoché identici a quelli del precedente, è più probabile che si tratti di un aumento di prezzo mascherato piuttosto che di una reale crescita della qualità.
Qualità ridotta, stesso prezzo. Non da ultimo, i produttori possono aumentare i propri margini di guadagno anche risparmiando sulla qualità degli ingredienti, pur mantenendo invariato il prezzo di vendita. In questo modo riducono i costi di produzione. Ne sono un esempio la sostituzione parziale del burro con ingredienti più economici, come olio di colza e acqua, nei grassi spalmabili, oppure la riduzione della quantità di frutta nei muesli. Questa pratica è nota come skimpflation (dall’inglese skimp, lesinare).
Alcuni Paesi, tra cui Francia, Romania, Ungheria e Austria hanno introdotto norme che obbligano i rivenditori a segnalare per un determinato periodo, nel punto vendita o nello shop online, le riduzioni di quantità a parità di prezzo. A livello europeo, le confezioni ingannevoli dovrebbero diventare un ricordo a partire dal 1° gennaio 2030. In base al nuovo regolamento europeo sugli imballaggi (Regolamento (UE) 2025/40 del 19 dicembre 2024), il peso e il volume delle confezioni dovranno infatti essere ridotti alla misura strettamente necessaria; in questo modo, non saranno più consentiti imballaggi che suggeriscono un volume maggiore di quello effettivo.
“I consumatori e le consumatrici farebbero bene a farsi un’idea propria della qualità e del prezzo di un prodotto, al di là delle promesse pubblicitarie altisonanti”, suggerisce Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti. “Scritte come “nuova ricetta” o “ora ancora migliore” possono indicare una riduzione del contenuto netto o un aumento del prezzo. Se si sospetta che la confezione sia ingannevole, è possibile verificare il livello effettivo del contenuto tastandola, scuotendola o capovolgendola; le confezioni semitrasparenti possono essere osservate controluce. È comunque sempre consigliabile controllare la quantità netta indicata sulla confezione e dare un’occhiata al prezzo unitario, ovvero il prezzo al chilogrammo o al litro di un prodotto”.