Società
Accompagnamento abitativo: prima fase del progetto d'integrazione
07/10/2026
Entro la fine dell’anno, si prevede che 29 famiglie con background migratorio si trasferiranno da Bolzano in un altro Comune dell’Alto Adige. In una seconda fase, già avviata, seguiranno ulteriori trasferimenti in un totale di 43 comuni (dati aggiornati all’inizio di ottobre).
Al progetto di integrazione "Accompagnamento abitativo per famiglie con background migratorio" possono partecipare solo le famiglie in possesso di un permesso di soggiorno e con una procedura di asilo conclusasi positivamente. "L’obiettivo del progetto è garantire una situazione abitativa stabile, affinché l’integrazione sul territorio possa avere successo. Inoltre, si è voluto alleggerire gradualmente il carico sulle strutture di accoglienza esistenti, soprattutto a Bolzano", ha spiegato l’assessora provinciale alla Coesione sociale Rosmarie Pamer in occasione della presentazione, il 5 ottobre, dei dati aggiornati sullo stato di attuazione del progetto.
"Si tratta di promuovere l’autonomia delle famiglie e di accompagnarle attivamente in questo percorso", ha sottolineato Astrid Wiest, direttrice dell'Ufficio per la Tutela dei minori e l'inclusione sociale. A tal fine, la famiglia deve partecipare attivamente al processo d'integrazione, contribuire ai costi finanziari con una tariffa socialmente differenziata e gestire l’alloggio in modo responsabile. Negli ultimi mesi l’Ufficio ha lavorato intensamente all’analisi dei riscontri ricevuti, al coinvolgimento di tutti i servizi e le istituzioni coinvolti e all’assegnazione delle famiglie ai Comuni. In questo contesto sono stati presi in considerazione, tra l’altro, la situazione lavorativa, l’eventuale presenza di problemi di salute o anche la frequenza scolastica dei bambini.
Karoline Wieland, collaboratrice del Servizio sociale della Comunità comprensoriale Alta Valle Isarco ha riferito delle prime esperienze sul locale territorio. "Il colloquio con la famiglia è fondamentale", ha affermato Wieland. Insieme alla famiglia, e con il coinvolgimento di mediatori e mediatrici, viene elaborato un piano socio-pedagogico per individuare il fabbisogno di sostegno e il grado di autonomia. "Il progetto individuale rappresenta una buona opportunità per la famiglia, poiché non si tratta di una soluzione standardizzata “imposta dall’alto”", ha sottolineato Wieland. "Si tratta di instaurare un rapporto di fiducia, ma anche di verificare che gli accordi presi vengano rispettati".
"Affinché l’integrazione abbia successo, è necessaria la collaborazione di tutti", ha affermato l’assessora Pamer. In questo contesto, un ruolo importante spetta ai Comuni. "Nel progetto ci si assume la responsabilità in modo solidale", ha sottolineato il presidente del Consorzio dei Comuni Dominik Oberstaller. La Provincia garantisce un sostegno finanziario sotto forma di un contributo forfettario di 1.800 euro. "Per parte loro, i Comuni hanno compiuto grandi sforzi per individuare alloggi e ora sosterranno le famiglie interessate nel processo di integrazione", ha affermato Oberstaller. La direttrice d'Ufficio Wiest ha ricordato a questo proposito come i Comuni possano continuare a segnalare la loro partecipazione al progetto. "Vogliamo coinvolgere altri realtà comunali e proseguire così il processo di decentralizzazione. Questo progetto è molto significativo e intendiamo proseguire su questa strada", ha sottolineato anche l’assessora Rosmarie Pamer.