Cultura
“Fortezza, la finlandese”
07/11/2026
Presentato al “KM.488” il nuovo libro di Massimiliano Boschi “FORTEZZA,EUROPA Confini e orizzonti tra il Brennero e il West”
Fortezza, vista con gli occhi di un bolognese trapiantato da qualche lustro in Alto Adige. Fortezza incontrata per caso, visitata con un certo scoramento agli inizi, vista e rivista con crescente interesse in seguito, sino a diventare un case study per poi trasformarsi in un luogo di cui innamorarsi. Una sorta di”mal d’Africa” in salsa europea quello che ha colpito Massimiliano Boschi, simile alla malattia sentimentale che corrisponde a quella sensazione di nostalgia che prova chi dall’Africa rientra: quel senso di estraneità e insofferenza verso la routine di altri luoghi, dove il traffico e i ritmi della vita cittadina sono necessariamente diversi. Ma non è solo questo. Boschi si è accorto che Fortezza è un’altra cosa in quello che è il panorama altoatesino.
“Un fattore di disturbo” la definisce Hans Heiss che ne ha curato la prefazione, sottolineando anch’egli, la diversità di questo luogo, che per la politica conta gran poco, visto lo scarso apporto di schede nelle urne deputate che il paese (la cittadina coma la chiama l’autore) può fornire. Un luogo abituato a risolvere da sé i propri problemi tanto da diventare poi esempio per altri sulle soluzioni da adottare; un luogo che ospita una percentuale di immigrati che è tra le più alte d’Italia e che non piange sui problemi quotidiani ma prova a risolverli. Fatto sta che in Boschi, quell’ormai antico primo impatto, quella volta che sceso dal treno, dovendo attendere, ha percorso il paese per il lungo, accorgendosi che farlo nella direzione “del largo” era praticamente impossibile, vedendo quella che apparentemente era una desolazione e che in realtà era pace, lo ha indotto ad approfondire e ad accorgersi dell’unicità del luogo rispetto agli altri centri altoatesini, delle peculiarità, della multiculturalità, del lato positivo delle migrazioni, passate e attuali, del profondo senso di casa, “…un posto in cui a uno straniero chiedono dove abita e non da dove viene…”.
“Fortezza, Europa – Confini e orizzonti tra il Brennero e il West” è il titolo del libro edito da Alphabeta, che segna una sorta di svolta nell’intendere i luoghi, già percorsa dal sociologo Marc Augè, e che rivaluta quelli che banalmente finivano nel calderone dei “non-luoghi”, riacquistando dignità e significati nuovi.
Boschi ha percorso il paese guardandosi intorno, ricercando, intervistando persone e politici locali, sindaco in testa, penetrando Fortezza nel suo senso più intimo e nella sua, a tratti sconcertante, pedagogica attualità. Dal lavoro traspare quanto sintetizzato dal sindaco Thomas Klapfer che gli ha fatto da interlocutore durante la presentazione: “ Ricordo- ha sottolineato Klapfer – come molti anni fa i ferrovieri che venivano mandati qui, piangevano disperati. Dopo qualche anno trascorso a Fortezza – ha ricordato – piangevano perché li ritrasferivano nella loro regione di provenienza”. Infine è lo stesso Boschi che, nel chiudere con una definizione la sua ricerca storico-sociale su un paese di cui par essersi innamorato, magari con un piccolo accenno d’enfasi sottolinea: “direi che Fortezza si può definire un paese felice, così come lo è negli studi comunemente noti, la Finlandia”.
Un apprezzamento che vuol essere consolante per chi a Fortezza ha scelto di viverci.
Per la cronaca infine, dobbiamo ricordare che l’incontro con l’autore, accompagnato dall’editore Giuliano Geri, e la presentazione del libro, sono stati promossi dalla rinata associazione “Oppidum” a cui è andata la gestione della casa delle comunità “KM.488” che con questo evento ha inaugurato la stagione culturale.
dm