Oggi in Italia si celebra per la 13ª volta la “Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare”. Il motto scelto per quest’anno è “2030Calling”: per raggiungere la riduzione dei rifiuti e degli sprechi alimentari auspicata a livello globale ed europeo restano infatti poco più di quattro anni.
I 17 obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite (SDGs – Sustainable Development Goals) e adottati nel 2015, prevedono infatti il dimezzamento, entro il 2030, della quantità di rifiuti alimentari pro capite nella vendita al dettaglio e nelle famiglie (Obiettivo 12.3). Inoltre, dovrebbero essere ridotte in modo significativo le perdite di alimenti lungo l’intera catena di produzione e di approvvigionamento. I dubbi sul raggiungimento di questi obiettivi sono più che fondati. Secondo i più recenti rapporti delle organizzazioni internazionali, nel 2021 è stato sprecato circa il 13% della produzione alimentare globale lungo la filiera – quindi dopo il raccolto, durante lo stoccaggio e il trasporto, nell’industria e nel commercio all’ingrosso (FAO 2023) – e il 19% degli alimenti disponibili (oltre 1 miliardo di tonnellate) è stato smaltito nelle famiglie, nella ristorazione e nel commercio al dettaglio. La quota maggiore di questo spreco (60%) è attribuibile alle famiglie (UNEP 2024). Tutto ciò ha conseguenze gravi non solo per l’alimentazione mondiale, ma anche per l’ambiente: si stima che tra l’8 e il 10% delle emissioni globali di gas serra sia causato proprio dai rifiuti e dagli sprechi alimentari (IPCC 2019).
L’Italia non fa eccezione. Nel confronto europeo, il nostro Paese registra addirittura risultati peggiori: con 98 kg di rifiuti alimentari pro capite all’anno nelle famiglie (incluse anche le parti di alimento non commestibili come gusci d’uovo o di noci), l’Italia supera nettamente la Germania (76 kg), l’Austria (70 kg), la Francia (61 kg) e la Slovenia (34 kg) e si colloca ben al di sopra della media UE, pari a 69 kg pro capite all’anno (Eurostat 2025, dati del 2023).
Ora però la riduzione degli sprechi alimentari potrebbe diventare finalmente vincolante: nel settembre 2025 il Parlamento europeo, nell’ambito della revisione della direttiva sui rifiuti (direttiva UE 2025/1892), ha approvato per la prima volta obiettivi di riduzione obbligatori. Dal 2019 è inoltre in vigore in tutta l’UE un metodo uniforme per la rilevazione delle perdite e degli sprechi alimentari lungo la filiera. “Entro la fine del 2030 gli Stati membri dovranno ridurre del 30% gli sprechi alimentari nella vendita al dettaglio, nella ristorazione e nelle famiglie, e del 10% le perdite alimentari nella trasformazione e nella produzione”, spiega Silke Raffeiner, consulente esperta di nutrizione del Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU). “Come base di riferimento valgono le quantità medie di spreco alimentare pro capite all’anno nel periodo 2021–2023”.
In Alto Adige, le perdite e gli sprechi alimentari sono attualmente rilevati dall’Ufficio provinciale Gestione rifiuti in collaborazione con L'Università delle risorse naturali e delle scienze della vita di Vienna (BOKU) e con tutti i principali portatori di interesse. Solo quando questi dati saranno disponibili come base di confronto sarà possibile verificare le riduzioni effettivamente raggiunte.
Oltre all’impatto sul clima, allo spreco inutile di risorse e alle questioni etiche, lo spreco alimentare rappresenta anche un fattore di costo, soprattutto alla luce dell’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari degli ultimi anni. Le famiglie, infatti, pagano anche per quegli alimenti che finiscono poi nella spazzatura. Le aziende agricole e le imprese perdono denaro quando gli alimenti vanno persi lungo la filiera. A livello europeo, i costi dello spreco alimentare sono stimati in 132 miliardi di euro (valore di mercato), a cui si aggiungono 9,3 miliardi di euro per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti alimentari (Commissione UE 2023).
La guida molto apprezzata “Cucinare con gli avanzi – Il recupero creativo delle eccedenze e degli avanzi alimentari” del Centro Tutela Consumatori Utenti è disponibile gratuitamente presso la sede centrale del CTCU a Bolzano, nelle sue sedi distaccate oppure presso lo Sportello mobile.