economia
Buonuscita, la Corte Costituzionale pone un ultimatum al governo
07/03/2026
La Corte Costituzionale italiana ha nuovamente sollecitato il governo a porre fine ai pagamenti rateizzati e ai ritardi nell’erogazione della liquidazione al termine del servizio (TFR e TFS) per i dipendenti pubblici. Secondo l’ordinanza depositata il 5 marzo, entro il termine massimo del 14 gennaio 2027 dovrà essere approvata una riforma per eliminare gradualmente i meccanismi che causano il ritardo.
Soddisfatta dell’iniziativa della Consulta l’assessora provinciale al Personale Magdalena Amhof: “La pratica dei pagamenti scaglionati e ritardati è incostituzionale e la Consulta lo ha ribadito con assoluta chiarezza. Lo Stato non deve trattenere le somme che i lavoratori e le lavoratrici hanno anticipato di tasca propria e che spettano loro alla fine del servizio”.
In Provincia si lavora già da tempo a una soluzione che consenta di anticipare ai dipendenti pubblici le somme dovute. Le necessarie modifiche a livello di contratto collettivo sono in dirittura d’arrivo.
Le norme introdotte dal governo Monti per il pagamento ritardato della liquidazione, nonostante precedenti richiami della Corte Costituzionale (con sentenze prodotte nel 2019 e nel 2023), non sono state finora modificate in modo sostanziale a livello statale.