Società
Maggiori incentivi e misure mirate per alloggi a prezzi accessibili
27/06/2026
Il 26 giugno la Giunta provinciale ha adottato due importanti delibere in ambito abitativo, su proposta dell’assessora provinciale all’Edilizia abitativa Ulli Mair. In questo modo si risponde alle esperienze concrete degli ultimi mesi e, al contempo, si danno impulsi mirati alle aree strutturalmente svantaggiate.
Per gli alloggi a prezzi accessibili adeguati i limiti alla concessione di contributi
Con la prima delle due delibere vengono adeguati gli importi massimi per gli alloggi ammissibili al sostegno. Per le persone singole il limite del prezzo di acquisto o dei costi di costruzione sale a 651.000 euro (finora 490.000 euro), per i nuclei familiari composti da due persone, l’aumento è a 728.000 euro (finora 676.000 euro). Per le famiglie più numerose, gli importi precedenti rimangono invariati, poiché non hanno causato problemi nell’applicazione. Secondo Mair, in questo modo la Provincia reagisce alla situazione nei Comuni con prezzi immobiliari particolarmente elevati. Allo stesso tempo, rimane l’obiettivo di impiegare i fondi pubblici in modo mirato e di non sovvenzionare immobili troppo costosi. I nuovi limiti si applicano retroattivamente alle richieste presentate a partire dal 1° febbraio 2026.
“In questo modo consentiamo ai giovani, ai single e alle coppie, ovvero ai nuclei familiari di piccole dimensioni, di acquistare oggi un appartamento sufficientemente spazioso anche per il futuro e di rimanervi domani, senza dover ricorrere a costose nuove costruzioni o nuovi acquisti in caso di allargamento della famiglia”, spiega Mair. Secondo l’assessora provinciale, la misura è quindi importante anche dal punto di vista della politica familiare.
Sostegno mirato in nove Comuni strutturalmente deboli
La seconda delibera presentata da Mair è rivolta specificatamente ai Comuni strutturalmente svantaggiati e a rischio di spopolamento. A tal proposito, il 26 giugno la Giunta provinciale ha stilato l’elenco dei 9 Comuni interessati. Ne fanno parte Curon Venosta, Lauregno, Martello, Moso in Passiria, Selva dei Molini, Predoi, Proves, San Pancrazio e Tubre.
In questi Comuni il contributo a fondo perduto per l’edilizia abitativa aumenterà del 25 per cento, come già previsto dalla legge. Il bonus è cumulabile con altri incentivi, per un totale fino al 35 per cento. “In questo modo interveniamo dove la pressione è maggiore, rafforziamo in modo mirato i Comuni che lottano contro lo spopolamento e creiamo incentivi concreti per rimanere sul posto e costruire”, afferma l’assessora provinciale Mair.
Inoltre, in futuro i Comuni strutturalmente svantaggiati e a rischio spopolamento potranno decidere con maggiore flessibilità in merito alla destinazione degli alloggi di nuova costruzione a favore dei residenti. Anziché vincolare interamente le nuove aree edificabili a tale scopo, il rispettivo Consiglio comunale potrà stabilire che almeno il 60 per cento sia destinato ad alloggi per i residenti. Questa disposizione è già contenuta nella legge provinciale Territorio e Paesaggio. Con la decisione odierna della Giunta provinciale, essa diventa concretamente applicabile.
La classificazione dei Comuni come strutturalmente svantaggiati e a rischio di spopolamento si basa su criteri prestabiliti, tra cui lo sviluppo demografico degli ultimi anni. Il progetto di delibera era stato precedentemente valutato positivamente dal Consiglio dei Comuni.