Società
Alimenti: che cos’è il test “occhio-naso-bocca”?
03/07/2026
Gli alimenti con un termine minimo di conservazione (dicitura: “Da consumarsi preferibilmente entro”) sono di norma ancora commestibili anche oltre la data indicata, alcuni addirittura mesi dopo.
Il termine minimo di conservazione indica almeno fino a quando il prodotto mantiene le sue caratteristiche qualitative (sapore, odore, colore, valore nutrizionale, ecc.) – a condizione che non sia stato aperto e sia stato conservato correttamente. “Se non si è sicuri che un alimento con termine minimo di conservazione superato sia effettivamente ancora commestibile, è utile il test occhio-naso-bocca”, suggerisce Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti, e sottolinea: “È importante seguire il giusto ordine: prima l’esame visivo, poi olfattivo, infine gustativo”.
Occhio: l’alimento ha un aspetto abituale o comunque non presenta anomalie prima e dopo l’apertura?
Sì: procedere al passo successivo (naso).
No: la confezione è gonfia o il coperchio è bombato verso l’alto, sono visibili parassiti, macchie, scolorimenti, torbidità, flocculazione, formazione di bollicine, muffa, parti marce, superficie untuosa, consistenza insolita o altre anomalie: l’alimento non è più commestibile e va smaltito.
Naso: l’alimento ha il suo odore abituale o comunque non sospetto?
Sì: procedere al passo successivo (bocca).
No: l’odore è di muffa, rancido, marcio, pungente, acre, forte, sa di fermentato, avariato o è sgradevole in altro modo: l’alimento non è più commestibile e va smaltito.
Bocca: solo se l’alimento si presenta bene alla vista e all’olfatto, se ne assaggia una piccola quantità. Ha lo stesso sapore di sempre o comunque non sospetto?
Sì: l’alimento è ancora commestibile, il suo consumo non comporta rischi per la salute.
No: il sapore è acido, rancido, di muffa o stantio, insolitamente amaro, alterato o sgradevole in altro modo: l’alimento non è più commestibile e va smaltito.
Il test occhio-naso-bocca non è applicabile agli alimenti con data di scadenza (dicitura: “Da consumarsi entro”) superata. Carne macinata, carne di pollame, pesce crudo, latte fresco pastorizzato e altri alimenti facilmente deperibili hanno una durata molto limitata e si deteriorano rapidamente. Trascorsa la data di scadenza, tali alimenti potrebbero contenere germi patogeni che noi non possiamo vedere, annusare o percepire al gusto, ma che possono causare intossicazioni o infezioni alimentari. Gli alimenti con data di scadenza superata non dovrebbero quindi più essere consumati, ma smaltiti.
Per testare la freschezza delle uova esiste un modo specifico: il test del bicchiere d’acqua. Si riempie un bicchiere largo con acqua fredda e vi si immerge con cautela l’uovo crudo: se l’uovo rimane disteso sul fondo, è molto fresco e chiaramente commestibile. Se invece l’uovo si posiziona di traverso sul fondo del bicchiere o rimane quasi in posizione verticale, non è più fresco, ma è ancora commestibile se viene cotto. Infine, se l’uovo galleggia nell’acqua, è troppo vecchio ed è adatto solo per la cottura al forno – a condizione che abbia ancora un odore gradevole. In caso contrario, va smaltito.
(Foto: pixabay)