mobilità
A breve l'apertura del tunnel di Riol
30/07/2026
Verrà aperto alla circolazione il 7 agosto prossimo, il sottopasso ferroviario che collega, all’imbocco del paese di Fortezza, la strada statale SS12 al rione di Riol, versante destro della valle, al di là dei binari.
Un’ opera sofferta nel suo iter, che ha risvolti “storici” risalenti addirittura agli anni ’70.
Ma andiamo per ordine: un sottopasso, per consentire una viabilità corretta sia alle automobili che ai mezzi pesanti, era stato invocato ancora ai tempi pre-Schengen, quando a Riol c’era la più grande rampa bestiame del Norditalia, ovvero quel luogo ove i vagoni ferroviari, carichi all’inverosimile di mucche, tori, cavalli e pecore che venivano importati da mezza Europa, venivano scaricati, controllati da dogana e veterinario di confine, e infine avviati ai macelli o agli allevamenti italiani.
Il tunnel, che esisteva già dal 1867, anno di apertura dell’ultimo tratto della ferrovia del Brennero, risultava inadeguato in larghezza ed altezza per consentire il transito di quei camion che il bestiame erano venuti a prelevare. Si trattava di centinaia di vagoni, con migliaia di capi. Al di là delle decisioni politiche che con l’accordo di Schengen negli anni ’80 del secolo scorso, hanno cambiato radicalmente gli scambi commerciali internazionali, il declino della rampa e conseguente declino anche dell’importanza della stazione ferroviaria e, a caduta, delle attività in paese, è stato (forse) segnato anche da quel “collo di bottiglia” del tunnel-sottopasso ferroviario. Tunnel-sottopasso che, con il progetto del BBT, aveva visto una progettazione “nuova”, ovvero quella attualmente realizzata.
C’era una ditta che aveva vinto l’appalto, allora, e che (come annunciavano i cartelli di cantiere) prevedeva la fine-lavori ancora una ventina di anni fa. Poi c’era stato un improvviso rialzo dei prezzi dell’acciaio, causa prima del “bandiera bianca” alzato dalla ditta appaltatrice e poi il lungo, lunghissimo iter giudiziario del fallimento, i nuovi bandi, le nuove gare d’appalto e infine, presente ovunque nelle storie, come il prezzemolo nei piatti, lo stop dato dal Covid.
Oggi, ovvero il 7 agosto 2026, la lunga storia finisce…o quasi.
Già, perché il nuovo tunnel è in attesa del semaforo per i pedoni, visto che il “vecchio” sarà inagibile per tutto e tutti e per i prossimi cinque mesi, oggetto di ristrutturazione profonda e di rafforzamento visto che al di sopra si stanno piazzando i binari dell’alta velocità. Un marciapiede non proprio adatto al passaggio pedonale nel “nuovo” inoltre, è previsto solo per le emergenze e dunque per i cinque mesi prossimi il semaforo a chiamata sarà l’unica possibilità per pedoni e ciclisti di raggiungere Riol in sicurezza.
Il direttore dei lavori Antonio Spaziani ha espresso soddisfazione in merito agli ultimi sviluppi del cantiere: “La realizzazione di questo lotto, che si inserisce in maniera armoniosa nel territorio attraverso un’accurata progettazione degli aspetti paesaggistici, ha rispettato il programma”.
È, il nuovo tunnel, un intervento strategico, che potenzia la viabilità per i residenti e garantirà una buona accessibilità per i mezzi di soccorso a servizio e presidio della nuova, futura tratta ferroviaria Verona-Brennero. E, non sottovalutiamo, rende il “dimenticato” ma antichissimo rione di Riol, appetibile per futuri investimenti.
dm