La Provincia potenzia ulteriormente l’attività di consulenza rivolta alle persone con disabilità o con capacità di agire limitata (ad es. persone affette da malattie psichiche, da dipendenze, da Alzheimer, ecc.), ai loro familiari e agli operatori dei servizi sociali: il 7 agosto, su proposta dell’assessora Rosmarie Pamer, la Giunta provinciale ha approvato i relativi criteri.
"Nella nostra provincia esistono prestazioni e servizi di vario genere a sostegno delle persone con disabilità o con capacità di agire limitata. Affinché queste offerte raggiungano ancora meglio le persone, intendiamo potenziare l’attività di consulenza in modo esteso e decentralizzato", sottolinea l’assessora Pamer.
A partire dal 2027 è previsto un potenziamento del servizio di consulenza tecnica già esistente, incentrato sulle informazioni relative al tema dell’accessibilità e all’eliminazione delle barriere architettoniche. Il servizio comprende, tra l’altro, la consulenza tecnica e giuridica per l’eliminazione delle barriere nel luogo di residenza e di lavoro, nonché nel campo della comunicazione. Il servizio viene erogato a Bolzano, Merano, Brunico e Bressanone, nonché in forma residenziale. Il servizio mira a contribuire a far sì che le persone con disabilità possano condurre una vita autodeterminata. A partire dal 2028 si aggiungerà il servizio di consulenza su sessualità e amore per le persone con disabilità, che promuove l'autodeterminazione anche in questo ambito della vita.
È previsto per il 2028 anche il servizio di consulenza legale in materia di amministrazione di sostegno. Tale servizio fornirà informazioni in merito all’amministrazione di sostegno a Bolzano, Merano, Silandro, Bressanone, Brunico, Vipiteno, Ortisei ed Egna, offrirà consulenza e assistenza nella procedura di nomina dell'amministratore o dell'amministratrice di sostegno e organizzerà la formazione iniziale e continua per gli amministratori e le amministratrici di sostegno in carica e per le persone che intendono assumere un incarico di amministrazione di sostegno. Gli amministratori di sostegno affiancano le persone che, a causa di una malattia o di una disabilità fisica o psichica, anche solo temporaneamente, non sono in grado di tutelare autonomamente i propri interessi.