Società
Ansia e ritiro sociale a scuola: un nuovo protocollo d’intervento
29/09/2026
Studentesse e studentisi confrontano sempre più spesso con situazioni di ansia scolastica, fobia scolare e ritiro sociale, che incidono sul benessere, sulla partecipazione e sull'apprendimento di ragazzi e ragazze. I dati degli sportelli psicologici delle scuole in lingua italiana mostrano, infatti, che i problemi legati all’ansia sono tra le principali ragioni di accesso ai servizi di ascolto nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Per rispondere a questa esigenza, la Direzione Istruzione e Formazione italiana, insieme al Servizio di Psichiatria e Psicoterapia dell'Età Evolutiva dell'Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, ha predisposto un protocollo d'intervento con indicazioni pratiche per la gestione educativa e didattica di studenti e studentesse con disturbi d'ansia nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Il documento, presentato il 28 settembre a Bolzano, è stato elaborato con l'obiettivo riconoscere precocemente i segnali di disagio e offrire ai Consigli di classe strumenti operativi per accompagnare il percorso formativo. Il documento è il frutto della collaborazione tra scuola e sanità territoriale e promuove ascolto, responsabilità condivisa, tessendo un'alleanza strategica tra scuola, famiglia e servizi specialistici.
"La scuola deve essere un luogo in cui ogni ragazzo e ogni ragazza si sente accolto, compreso e sostenuto", sottolinea il vicepresidente della Provincia e assessore all’Istruzione Marco Galateo. "Le linee guida aiutano le scuole ad affrontare un fenomeno sempre più diffuso, promuovendo il benessere psicologico e prevenendo isolamento e abbandono scolastico". Sulla stessa linea anche il sovrintendente scolastico Vincenzo Gullotta. "Il documento rafforza la capacità della scuola di intervenire in modo tempestivo e coordinato. La collaborazione tra docenti, famiglie, psicologi scolastici e servizi territoriali consente di costruire contesti più inclusivi e una partecipazione scolastica serena e significativa".
La scuola italiana dell'Alto Adige mette dunque a disposizione delle scuole uno strumento condiviso per promuovere il benessere, prevenire il protrarsi del disagio e sostenere il successo formativo, valorizzando anche le dimensioni emotive della crescita. "Il protocollo indica come favorire un clima di classe non ansiogeno, ascoltare studenti e studentesse, condividere l’osservazione dei segnali di disagio e gestire in modo equilibrato verifiche e valutazione", spiega la dottoressa Donatella Arcangeli, primaria del Servizio Provinciale di Psichiatria e Psicoterapia dell'Età evolutiva della Azienda Sanitaria dell’Alto Adige "Nei casi di maggiore fragilità prevede percorsi personalizzati, anche attraverso il Piano Didattico Personalizzato e un Patto formativo individualizzato, concordato con la famiglia e con lo studente o la studentessa".