Società
Quali sapori raccontano il Carnevale?
17/02/2026
Durante il Carnevale, che in alcune regioni germanofone è chiamato anche “quinta stagione”, si festeggia e ci si concede qualche peccato di gola. In Alto Adige, non c’è Carnevale senza krapfen: quelli classici sono ripieni di marmellata di albicocche, ma le panetterie e le pasticcerie locali li propongono anche con crema alla vaniglia, cioccolato, pistacchio, ricotta, farcitura di semi di papavero e marmellate più “esotiche” come lampone, rosa canina o mango. Non mancano, inoltre nuove creazioni come i krapfen alla Sacher o alla crème brûlée né le versioni vegane.
Anche in Austria e in Germania i krapfen, o “Berliner”, sono protagonisti del Carnevale. A seconda della regione si utilizzano ripieni diversi, tra cui purea di rosa canina, composta di prugne e crema al gusto di liquore all’uovo.
Indissolubilmente legate al Carnevale di Venezia sono le cosiddette “chiacchiere”, conosciute in altre province come “crostoli”: sottili strisce ondulate di pasta all’uovo, croccanti e friabili, tipicamente spolverate di zucchero a velo. La preparazione ricorda quella dei krapfen tirolesi delle feste patronali. Le “lasagne di Carnevale”, servite il martedì grasso in diverse regioni del Sud Italia, dimostrano che la tradizione culinaria legata a questo periodo dell’anno non si limita ai dolci.
La cittadina svizzera di Ascona, sul Lago Maggiore, in occasione del martedì grasso invita tutti a gustare il risotto: viene cucinato in grandi calderoni sulla piazza del paese, e consumato insieme il pasto accompagnato da salsicce ticinesi. “L'attuale usanza del Carnevale si basa sulla tradizione storica di distribuire cibo gratuitamente alle persone più povere il martedì grasso”, spiega Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti.
Dolci di pasta lievitata, pur non essendo fritti, sono diffusi anche nei Paesi scandinavi. In Svezia si chiamano “semla”, in Finlandia “laskiaispulla” e sono farciti con crema di mandorle e panna; i “vatnsdeigsbollur” islandesi, che ricordano i bignè, sono invece ripieni di panna e marmellata.
Negli Stati Uniti è soprattutto New Orleans a essere famosa per le celebrazioni carnevalesche: la città si veste tradizionalmente dei colori del Carnevale, viola, verde e oro, i festeggiamenti prevedono sfilate e musica e si gusta il cosiddetto “King Cake”, una ciambella lievitata, farcita e vivacemente decorata. In ognuna di esse si nasconde una piccola statuina in porcellana o plastica, che dovrebbe portare fortuna e prosperità a chi la trova.
Il Carnevale probabilmente più famoso al mondo è però quello di Rio de Janeiro, in Brasile, con la sfilata delle scuole di samba e innumerevoli bancarelle gastronomiche a disposizione dei visitatori. A casa, durante il periodo carnevalesco, le famiglie preparano la “feijoada”, il piatto nazionale brasiliano: uno stufato di fagioli neri e carne.