Società
Meno sprechi alimentari: per le persone e per il pianeta
29/09/2026
Per la settima volta, il prossimo 29 settembre le Nazioni Unite celebrano la Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari (International Day of Awareness of Food Loss and Waste). Quest’anno l’attenzione è rivolta al potenziale trasformativo, ossia ai possibili effetti positivi per le persone e per il pianeta derivanti dalla prevenzione e dalla riduzione dello spreco alimentare.
Misure efficaci per ridurre le perdite e gli sprechi alimentari potrebbero garantire a molte persone un migliore accesso al cibo, anche alla luce della crescita della popolazione mondiale. Secondo le stime, nel 2025 fino a 696 milioni di persone hanno sofferto la fame, mentre quasi 2,7 miliardi di persone non hanno potuto permettersi un’alimentazione sana (FAO 2026). Allo stesso tempo, a livello globale viene prodotto un surplus calorico tale da garantire teoricamente a ogni persona una disponibilità media giornaliera di 3.000 chilocalorie (kcal) (FAO 2025, anno di riferimento: 2023), mentre il fabbisogno energetico medio giornaliero è di 2.500 kcal per gli uomini e 2.000 kcal per le donne (FAO). Soltanto all’interno dei nuclei familiari, ogni giorno nel mondo viene sprecato almeno un miliardo di pasti ancora perfettamente consumabili (UNEP 2024). L’obiettivo è quindi quello di sprecare meno di ciò che viene già prodotto e che è già disponibile.
Per l’economia mondiale ciò equivale a un enorme potenziale di risparmio. Il solo valore del cibo sprecato a livello mondiale ammonta infatti a oltre un trilione (ovvero 1.000 miliardi) di dollari statunitensi (UNEP). Secondo diverse stime, le famiglie medie nel Regno Unito potrebbero risparmiare 900 dollari all’anno, in Canada 1.352 dollari, in Australia 2.170 dollari e negli Stati Uniti addirittura 3.000 dollari (US EPA, WRAP e altri). I ristoranti, investendo in misure per ridurre gli sprechi alimentari, potrebbero risparmiare in media sette dollari per ogni dollaro investito (Champions 2023). Nei Paesi del Sud globale, gli investimenti in tecnologie quali la realizzazione di catene del freddo o l’attuazione di metodi di conservazione degli alimenti potrebbero aiutare molti piccoli agricoltori a ridurre le perdite alimentari post-raccolta e ad aumentare così il proprio reddito.
La prevenzione e la riduzione dello spreco alimentare riducono inoltre l’utilizzo di terra, acqua, energia e altre risorse. La produzione di alimenti che non vengono mai consumati, ma finiscono per essere sprecati, occupa infatti il 28% della superficie agricola mondiale (FAO 2013), un’area che supera la superficie della Cina, e consuma un quarto dell’acqua dolce utilizzata in agricoltura.
Non da ultimo, la riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari rappresenta la misura climatica più economica e più facilmente attuabile in assoluto (Progetto Drawdown 2022). Le perdite e gli sprechi alimentari causano infatti il dieci per cento delle emissioni globali di gas serra (FAOSTAT 2025). Particolarmente problematici sono i rifiuti alimentari in decomposizione nelle discariche: sono responsabili fino al 14% delle emissioni globali di metano. Calcolato su un arco di 20 anni, il metano ha un impatto sul clima 80 volte superiore a quello dell’anidride carbonica (US EPA 2025).
“La lotta allo spreco alimentare inizia da te (Ending food waste starts with you)” recita quindi l’appello delle Nazioni Unite rivolto ai singoli cittadini, ma anche ai governi, ai comuni, alle aziende alimentari e a tutti gli altri attori della filiera alimentare.
“A casa propria è possibile evitare eccedenze alimentari che finiscono poi nella spazzatura adottando semplici accorgimenti”, afferma Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti.
Il CTCU consiglia:
Acquistare generi alimentari in base alle proprie necessità
Date un'occhiata nel frigorifero e nella dispensa e fate una lista della spesa segnando solo il cibo di cui avete realmente bisogno.
Non rimanete al supermercato più del necessario, attenetevi alla vostra lista della spesa ed evitate gli acquisti d'impulso.
Ignorate le offerte speciali, a meno che non abbiate davvero bisogno del prodotto nella quantità offerta.
Conservare gli alimenti in modo ottimale
Dopo aver fatto la spesa, riponete subito in frigorifero o nel congelatore gli alimenti refrigerati, congelati o facilmente deperibili.
In frigorifero e nella dispensa, i prodotti con una scadenza più ravvicinata vanno collocati davanti, in modo da consumarli per primi. Quelli con durata di conservazione maggiore, invece, vanno riposti più indietro.
Una volta aperte, confezioni e conserve vanno messe in frigorifero.
Imballaggi, contenitori e coperture proteggono gli alimenti dall’essiccamento, dalle alterazioni del gusto, dall’umidità e dagli infestanti.
Se avete acquistato una quantità eccessiva di alimenti, potete congelare quella in eccedenza.
Utilizzare gli alimenti invece di sprecarli
I cibi con data di scadenza (“da consumarsi entro” – “zu verbrauchen bis”) vanno consumati sempre prima di questa data. Decorso tale periodo, non devono più essere mangiati o bevuti.
Gli alimenti con termine minimo di conservazione (“da consumarsi preferibilmente entro” – “mindestens haltbar bis”) sono generalmente ancora commestibili anche dopo la data indicata, purché la confezione sia integra e il prodotto sia stato conservato correttamente. Se un alimento ha un buon aspetto, un buon odore e un buon sapore, può essere consumato senza preoccupazioni.
Cucinate solo quanto verrà effettivamente consumato e servite porzioni più piccole, di modo che non rimanga nulla nei piatti.
Se tuttavia avete preparato troppo cibo, potete congelare la quantità in eccesso.
Conservate gli avanzi in frigorifero e consumateli entro pochi giorni.