Società
In Europa si coltiveranno presto piante da nuove tecniche genetiche?
05/05/2026
Organizzazioni di tutela dei consumatori e dell’ambiente, associazioni del biologico e altre organizzazioni agricole, così come produttori di alimenti e sementi non geneticamente modificati, guardano con grande preoccupazione alla prossima sessione plenaria del Parlamento europeo.
Nella seduta dal 18 al 21 maggio 2026 sarà infatti all’ordine del giorno il nuovo regolamento riguardante le “piante ottenute mediante alcune nuove tecniche genomiche, nonché alimenti e mangimi da esse derivati”. Il regolamento, il cui contenuto è discusso e negoziato dal 2023, prevede una completa deregolamentazione delle cosiddette piante NGT di categoria 1 (NGT = New Genomic Techniques, nuove tecniche genomiche): per queste piante e per gli alimenti e mangimi da esse derivati non saranno più necessari né una procedura di autorizzazione, né una valutazione dei rischi, né un’etichettatura sul prodotto finale – a differenza di quanto previsto per gli alimenti e mangimi ottenuti con la “vecchia” ingegneria genetica e in potenziale violazione del principio di precauzione.
I sondaggi degli ultimi anni dimostrano che una stragrande maggioranza dei cittadini dell’UE è molto scettica nei confronti dell’ingegneria genetica in agricoltura in generale e anche delle nuove tecniche genetiche e rifiuta l’ingegneria genetica nei campi e nei piatti. Anche numerose aziende del settore della vendita al dettaglio di generi alimentari hanno preso posizione, pronunciandosi contro la deregolamentazione degli alimenti derivati dalle nuove tecniche di ingegneria genetica (NGT) e a favore, invece, della trasparenza, dell’obbligo di etichettatura e della libertà di scelta per i consumatori.
Mentre è ancora attesa la decisione del Parlamento europeo, al di fuori dell’UE stanno già accadendo fatti concreti. Nel Regno Unito, che come noto non è più membro dell’UE, nel marzo 2026 è stata presentata la prima notifica in Europa per la coltivazione commerciale di una pianta NGT. Secondo tale notifica, un istituto di ricerca britannico intende coltivare un “orzo grasso” (fat barley). In questa varietà, mediante la tecnica di editing genetico CRISPR/Cas, è stata bloccata la funzione di determinati geni, facendo sì che i chicchi d’orzo e altre parti della pianta presentino un contenuto di olio più elevato. Come componente dei mangimi, l’orzo grasso sarebbe in grado di aumentare la produzione degli animali da allevamento. Le organizzazioni ambientaliste chiedono una valutazione dei rischi ambientali, poiché temono effetti indesiderati come una riduzione della crescita delle piante, una maggiore sensibilità allo stress e ripercussioni sugli insetti.
L’Ufficio federale svizzero dell’ambiente (UFAM) incarica ogni anno la pubblicazione di un rapporto sulle piante NGT già coltivate commercialmente o prossime alla commercializzazione. Secondo l’ultimo rapporto, datato gennaio 2026, negli Stati Uniti vengono coltivate commercialmente due varietà di mais NGT tolleranti agli erbicidi e resistenti agli insetti (entrambe sviluppate dal gigante delle sementi Corteva) e in Giappone il “pomodoro GABA”, che ha effetti sulla pressione sanguigna. Altre 89 piante NGT sono in fase di sviluppo, di cui si stima che 15 siano prossime alla commercializzazione. Il rapporto cita come geneticamente manipolati mais, soia, riso, miglio, senape, pepe, patata, erba medica, mandorla, banana, arancia e anguria. “È del tutto evidente che solo pochissimi di questi sviluppi riguardano piante ‘più adatte al clima’ o caratteristiche come la tolleranza alla siccità – contrariamente a quanto spesso proclamato con enfasi dai sostenitori delle nuove tecniche di ingegneria genetica”, osserva Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti. “Al centro dell’attenzione vi sono invece caratteristiche come rese più elevate, migliori proprietà agronomiche, valori nutrizionali modificati, gusto modificato e resistenze a erbicidi, parassiti e malattie”.
Il Centro Tutela Consumatori Utenti, Bioland Alto Adige e la Federazione Ambientalisti Alto Adige si sono espresse fin dall’inizio chiaramente contro la deregolamentazione delle piante NGT e a favore del mantenimento del principio di precauzione, della valutazione dei rischi, della tracciabilità, della trasparenza, dell’etichettatura obbligatoria, della libertà di scelta e della tutela dell’agricoltura senza OGM:
https://www.consumer.bz.it/sites/default/files/2024-05/Documento%20di%20posizione%20NGT%2020240530.pdf (documento di maggio 2024)
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