Società
Prodotti aromatizzanti per l’acqua: sono davvero consigliabili?
18/05/2026
Frutto della passione, punch alla mela, prugna e cannella o, non da ultimo, cola: oggi esistono cubetti effervescenti (ad es. “waterdrop”), sciroppi aromatizzanti (ad es. “Zerup”) o bustine aromatizzanti di ogni gusto immaginabile da aggiungere all’acqua da bere. Perlopiù senza calorie e senza zucchero, vengono pubblicizzati come alternative sane e di tendenza sia alle bevande zuccherate sia all’acqua di rubinetto insapore.
Nell’ambito di un’indagine di mercato, l’Associazione dei consumatori della Renania Settentrionale-Vestfalia (NRW) ha preso in esame nove di questi additivi aromatizzanti (due cubetti effervescenti, due sciroppi aromatizzanti, due bustine aromatizzanti, due bustine di tè per infusione a freddo e un additivo profumato).
È emerso che, ad eccezione dell’additivo profumato, tutti i prodotti contengono edulcoranti o ingredienti dolcificanti. Nella maggior parte dei casi si tratta di dolcificanti artificiali – acesulfame K (E950), saccarina sodica (E954), sucralosio (E955) e glicosidi steviolici (E960) –, mentre in alcuni prodotti sono presenti anche polveri di frutta, concentrati di succo di frutta, maltodestrina ed erba dolce (= foglie di stevia). Studi scientifici indicano che il consumo regolare di dolcificanti artificiali può alterare la flora intestinale e interferire con la regolazione della glicemia, aumentando, nel lungo periodo, il rischio di sovrappeso e diabete di tipo 2. L’Associazione consumatori NRW fa notare che, utilizzando gli additivi aromatizzanti secondo le indicazioni dei produttori, si ottengono bevande dal sapore fortemente dolce. Un consumo regolare può abituare le persone a un’intensità di dolcezza elevata, modificando la percezione del gusto.
Inoltre, è probabile che alcuni degli aromi utilizzati siano di sintesi, mentre la dicitura “aroma naturale” (laddove presente) indica soltanto che la sostanza deriva da materie prime vegetali, animali o microbiologiche, senza fornire informazioni precise sulla sua origine.
I due cubetti effervescenti esaminati nel controllo di mercato sono inoltre arricchiti con vitamine quali vitamina C, niacina, acido pantotenico, acido folico, vitamina B1, vitamina B6 e vitamina B12. Sull’etichettatura di uno dei prodotti, inoltre, sono state riscontrate indicazioni salutistiche non autorizzate, come “equilibrio e armonia interiore”. Troppo spesso l’arricchimento vitaminico degli alimenti avviene in modo arbitrario e senza necessità: per i produttori prevalgono gli argomenti di vendita e i messaggi pubblicitari legati alle vitamine aggiunte. Attraverso un’alimentazione varia ed equilibrata, invece, le persone sane assumono generalmente una quantità sufficiente di vitamine, senza bisogno di integrarle tramite bevande.
Il consumo abituale di additivi per l’acqua aumenta notevolmente i costi del consumo di acqua di rubinetto1. I prezzi rilevati nell’indagine di mercato (per la Germania) ammontano a 0,18-0,73 euro al litro per l’acqua aromatizzata con sciroppo, a 0,46-0,83 €/l per le bustine di tè, a 1,34 €/l per le pastiglie effervescenti e a 1,20-2,65 €/l per le bustine aromatizzanti.
Conclusione: gli additivi per l’acqua potabile possono aiutare alcune persone a bere più acqua di rubinetto e altre a ridurre l’acquisto di bevande rinfrescanti in bottiglie monouso. Chi diluisce gli aromi più di quanto raccomandato dai produttori riduce sia l’eccessiva dolcezza sia i costi dell’acqua aromatizzata. “Tuttavia, i dolcificanti artificiali senza calorie non sono un buon sostituto dello zucchero”, sottolinea Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti. “Se proprio si desidera consumarli, è meglio farlo solo occasionalmente e in piccole quantità. Un’alternativa naturale agli additivi aromatizzanti dolci dell’industria alimentare sono le erbe fresche e/o la frutta lasciate in infusione per qualche minuto in una caraffa d’acqua”. In ogni caso, è importante pulire accuratamente la bottiglia o la caraffa utilizzata per evitare contaminazioni e la formazione di biofilm batterici.