Intorno alla sicurezza alimentare circolano numerose domande e diversi miti. Il Centro Tutela Consumatori Utenti affronta alcuni di questi argomenti in occasione della Giornata mondiale della sicurezza alimentare, che ricorre ogni anno il 7 giugno.
È vero che spugne e canovacci da cucina trasmettono batteri?
Le spugne umide, i panni spugna e i canovacci rappresentano effettivamente un ambiente ideale per la proliferazione dei microrganismi e possono quindi trasmetterli e diffonderli. È quindi consigliabile lavarli regolarmente ad almeno 60 °C o, in alternativa, sostituirli spesso.
È vero che bisogna lavare la carne di pollame cruda prima di cucinarla?
La carne di pollame non va lavata. Durante il lavaggio, infatti, eventuali germi presenti nella carne possono diffondersi su mani, utensili da cucina, superfici e altri alimenti.
“È invece importante lavarsi accuratamente le mani con sapone prima di cucinare, dopo ogni contatto con alimenti crudi deperibili, con rifiuti o con animali domestici, nonché dopo essere stati in bagno”, sottolinea Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti. “Inoltre, la carne di pollame dovrebbe essere sempre riscaldata a sufficienza e cotta accuratamente”.
Il cibo caduto a terra si può ancora mangiare senza preoccupazioni se lo si raccoglie entro cinque secondi?
In realtà, né la regola dei cinque secondi né quella dei tre secondi garantiscono una sicurezza sufficiente, poiché i batteri e quindi anche i germi patogeni possono passare immediatamente da una superficie sporca a un alimento.
È vero, tuttavia, che più a lungo il cibo rimane a terra, più viene contaminato. Gli alimenti appiccicosi o ricchi d’acqua (come l’anguria) caduti a terra assorbono più batteri rispetto al pane o ai biscotti. Conta anche il tipo di superficie e, soprattutto, se si tratta di un luogo pulito o pulito di recente, oppure di un’area molto frequentata (marciapiede, toilette pubblica ecc.).
Nella maggior parte dei casi non succederà nulla se si mangia qualcosa caduto a terra, ma, se si vuole essere davvero sicuri, è meglio gettare l’alimento o, se possibile, lavarlo accuratamente prima di consumarlo.
È vero che non è necessario lavare frutta e verdura biologica?
Che provengano da agricoltura biologica, convenzionale o integrata, frutta e verdura crude andrebbero sempre lavate prima del consumo. In questo modo si eliminano dalla superficie particelle presenti nell’aria, nonché eventuali germi, residui e impurità.
Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno circa 600 milioni di persone si ammalano a causa del consumo di alimenti contaminati o avariati, mentre per lo stesso motivo si contano 420.000 decessi. Batteri, virus, parassiti, residui e sostanze tossiche negli alimenti sono responsabili di oltre 200 malattie diverse, tra cui diarrea e intossicazioni acute, ma anche patologie a lungo termine come il cancro.
Adottando semplici misure igieniche, anche nella propria cucina, è possibile ridurre significativamente almeno il rischio microbiologico1.