Cultura
Aperta la seconda edizione della Biennale d’arte al Forte di Fortezza
17/06/2026
Nell’assolata tarda mattina di sabato 13 giugno, si è aperta ufficialmente la seconda edizione della Biennale d’arte contemporanea nel Forte di Fortezza.
Il titolo “Reclaimung collective” racchiude un percorso in quattro capitoli che intende riflettere e far riflettere su tematiche come la comunità, la convivenza e la diversità, poste in stretto dialogo con l’architettura del complesso granitico, quasi a sottolineare le sottili linee che sottintendono la difesa a oltranza, la sua inutilità, i colori che possono assumere le uguaglianze e, in contrapposizione, le disuguaglianze. Mai come ora, il titolo e il luogo sembrano i più adatti a connettersi. Fortezza è un crocevia di culture (oggi si contano nel paesino 27 origini diverse tra i suoi abitanti) così come lo è la mostra, rappresentata da una ventina di artisti internazionali che affrontano, ognuno con il suo linguaggio, ognuno con una scelta precisa del mezzo, temi come conflitti e autoritarismi, crisi climatica e dei diritti umani, relazioni sociali e convivenza.
Curata e guidata da Hannes Egger, Andrea Lerda e Veronica Vascotto, la manifestazione fa dialogare gli spazi dell’ex struttura militare con il pensiero e le considerazioni di oggi, riscoprendo tratti della storia della fortezza stessa, come ad esempio si può desumere dall’opera di Maria Walcher che riscopre simbolicamente le antiche rotte della transumanza, collegandole idealmente alle rotte delle migrazioni verso l’Europa di oggi, e creando così un inatteso storico legame con quanto scriveva Karl von Marthony, direttore dei lavori della Fortezza ma prima “esploratore” dei luoghi più impervi del Sudtirolo e dei passaggi attraverso le Alpi.
Un piccolo esempio di come novità e alterità entrano, attraverso l’arte, in dialogo con la monumentalità delle mura della fortezza, generando un’esperienza intensa, ricca di contrasti e, al tempo stesso, di comunità.
L’inaugurazione è stata una festa che si è protratta per ore, con la presenza di personaggi di spicco come Philipp Achammer, Assessore per i musei provinciali,
Thomas Klapfer, Sindaco di Fortezza col suo vice Richard Amort, Katharina Moling, Direttrice del Museum Ladin, Oswald Mederle, Presidente del Museo italiano della Guerra di Rovereto, Dario Massimo, Vicepresidente del Comitato scientifico per la musealizzazione del forte, Werner Zanotti, Direttore di Bressanone Turismo, Sabine Gamper, membro del comitato scientifico, che ha scelto il team dei curatori e che rappresentava anche la collega Brita Köhler. Infine erano presenti anche il comandante della Compagnia Carabinieri di Vipiteno Francesco Lorenzi, il suo rappresentante a Fortezza Maresciallo Peter Wurzer ed Elisa Piras del Centro Ricerche Avanzate dell’Eurac. Dopo una prima visita “guidata” dai Curatori e dagli artisti stessi, è iniziata la musica con artisti strumentisti e cantanti di altissima qualità.
Una nota curiosa: il percorso espositivo è aperto da un’opera complessa, fatto di scritte che trascendono il semplice graffito, dove la scrittura impone un passaggio che è obbligo attraversare: immagini, giochi di parole, mòniti, riflessioni. Tutto scritto in lingua italiana da un artista bulgaro. Qualche errore di grammatica pare fatto a bella posta per riecheggiare quelle scritte che appaiono ormai sui muri di mezzo mondo ma che qui, fitte e dense, costringono alla lettura e alla riflessione.
Infine una notizia: il 15 e il 19 giugno Rai Alto Adige trasmetterà una puntata dedicata alla Biennale ospitata al Forte di Fortezza.
dm